174517 Primo Levi
di dispersioni

“Porterò (spero) in Italia il numero di matricola tatuato sul braccio sinistro, documento di infamia non per noi, ma per coloro che ora cominciano ad espiare. Ma la maggior parte dei miei compagni portano nelle carni più gravi segni delle sofferenze patite.”
Dalla lettera di Primo Levi all´amica Bianca Guidetti Serra (Kattowice – Polonia – 6 giugno 1945)
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. » (art. 1 legge n. 211 del 20 luglio 2000)

C’è un libro di Cornelius Castoriadis che purtroppo non riesco più a trovare (l’avevo letto anni fa ricevuto in prestito) che si intitola "L’istitution imaginaire de la societe" che ha uno splendido capitolo sul tema "istituente ed istituito".
Castoriadis, filosofo ed ex partigiano affronta proprio il problema della sottilissima linea di confine che passa tra il momento in cui un qualcosa viene finalmente accettato, affermato e legittimato come valore (il momento istituente) e il momento in cui questo qualcosa, ormai divenuto "istituito", rischia di diventare routine assuefazione.
Se riuscissi a ripescarlo, quel libro…
Ciao e scusa la divagazione :-I
P.S. Ho finito "Pour une juste cause".
Ti dico solo: procuratelo e leggitelo!
P.P.S. Per quanto riguarda Katyn, lo stesso Vajda (ma non solo lui) ha detto che molte case di distribuzione hanno acquistato il film con il preciso obiettivo di **non** distribuirlo e di impedire — possedendo i diritti — che venisse distruibuito da altri.
Non aggiungo altro.
Si, Katyn è passato come una meteora nelle sale, anche se Sky lo ha poi inserito nella sua programmazione (per fortuna). E’ vero, la celebrazione diventa con il tempo ovvia e stanca, gira per abitudine.
Altre stragi altre morti: ieri sera ho visto un bel film documentaro sugli zingari, la guerra, i campi. Sapevo del mezzo milione di zingari sterminati dai nazisti ma sapevo niente sulle decine di campi di concentramento italiani a loro dedicati e ben distribuiti nella nostra penisola e neppure dei numerosi partigiani Rom!
Non saprei, è proprio difficile attualizzare la la giornata della memoria, le stragi e le persecuzioni di oggi sembra che non c’entrino nulla con quelle del passato. Mi hai spinto in questa riflessione ma mi soccorre il nostro Grossman con parole che conosci bene: "contemplando la Madonna Sistina manteniamo la nostra fede nel fatto che vita e libertà siano inscindibili e non vi sia nulla di più alto dell’umanità dell’uomo. Questa umanità sopravviverà in eterno e vincerà."
ciao
Bellissimo, questo post, e lo dico col cuore.
Però da un po’ di tempo mi accorgo di non accontentarmi più del "giorno della memoria" dedicato solo (solo?!) a.
Vorrei si parlasse anche di altre stragi, di altri morti.
Che non sono stati istituzionalizzati, che non hanno un loro "giorno della memoria" e che anzi sono, fin troppo spesso, abbondantemente dimenticati.
Schindler list (Spielberg 1993), Il diario di Anna Frank (George Stevens 1959), Kapo (Pontecorvo, 1960), Train de vie (Radu Milhaileanu, 1998) per non parlar dell’Oscar nostrano La vita è bella son film che conoscono tutti e che (giustamente, eh, giustamente, intendiamoci) si proiettano anche alle scolaresche.
Però un bellissimo e straziante film cone il Katyn di Andrszej Vajda (2007) non solo non se l’è filato nessuno, ma di tutto è stato fatto pur di non farlo circolare.
Ammè son ‘ste robe qui che mi fanno pensare.