Infernapoli 1 – Asse Mediano

di dispersioni

Infernapoli è un animale metamorfico che insegue, ansima addosso, chiude ogni sbocco: non resta che entrare nelle sue viscere, alla ricerca di una via di fuga. (da Napoli assediata)
 
 
L’Asse Mediano, una categoria metropolitana più che un collegamento viario, ha un tracciato di 33,75 Km, 25,50 Km. di rampe e 8,60 Km. di viadotti; attraversa dieci comuni della provincia di Napoli, da Giugliano ad Acerra; sopporta un traffico giornaliero che va dai 30.000 ai 105.000 veicoli; il costo dell’opera è lievitato dai 130 miliardi di lire previsti ad oltre 800 miliardi (dati 2001) ma il tracciato non è concluso e continua ancora ad espandersi.
L’Asse Mediano è il protagonista del volume Napoli assediata curato dallo scrittore Giuseppe Montesano e da Vincenzo Trione che, insieme ad altri scrittori, artisti, giornalisti e urbanisti, tracciano letture diverse di questa strada tutte necessarie per vedere ed interpretare la realtà ma anche il naufragio della periferia totale che circonda Napoli. Sull’Asse si susseguono così personaggi inventati o possibili, tra immondezzai e dormitori, campi nomadi, ipermercati, multisale, traffico ottuso e incidenti mortali, in un susseguirsi di vite disperate incastrate tra camorra, diossina e tumori.
Non ho dubbi, Napoli assediata è un libro indispensabile che può aiutarci ad entrare nelle viscere di Infernapoli alla ricerca di una via di fuga.
 
Ho scelto cinque brani tratti dal libro:
 
Ognuno è convinto di sapere dove inizia e dove termina l’Asse Mediano. Ciò che è ufficialmente l’Asse Mediano non è ciò che la gente chiama Asse Mediano. “E poi prendi l’Asse Mediano” è la frase che quando qualcuno spiega su come arrivare o andar via dai paesi del napoletano, arriva prima o poi a dire.
 
“Ma quando si esce da questo Asse Mediano?”
“Nessuno lo sa con precisione”, mi rispose Saviano. “Ognuno lo fa cominciare in un posto e finire in un altro” (…) “A chiunque tu chieda a Napoli quale sia il tracciato dell’Asse Mediano, otterrai sempre una risposta diversa dall’altra”.
 
“Strada che gira come in un girotondo anche se non compie mai il giro, giro giro tondo quanto è bello il mondo, quel mondo che non si vede, non si tocca, non si vede, no si tocca e poi non si respira e poi ancora non si immagina ma qualcuno aveva deciso così, bisognava accorciare le distanze, eliminare traffico, intasamenti e allora fu lui: l’Asse.”
 
“Chi sopravvive qui esce all’alba, torna nel buio, e sempre su questa strada che è la sua pigione. E a casa, dopo aver sbarrato le porte e le finestre contro i ladri i pazzi gli assassini, resta solo la televisione per sognare un’altra vita, una vita che non avranno mai…”
 
“Come si vive qui? Intorno all’asse si è costretti a sognare. Qui tutti sognano, sognano per sopravvivere, e i loro sogni prendono forma nelle grandi caverne di Alì Babà degli ipermercati. Non li hai visti inebriati del comprare? Dopo ore di traffico ottuso, di giri in tondo, di appartamenti tristi, entrano nelle caverne colorate degli ipermercati: che meraviglia!”
 
 
Giuseppe Montesano – Vincenzo Trione, Napoli assediata, Tullio Pironti editore
 
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