Silenzio

di dispersioni

La scrittrice Lalla Romano ha vissuto gli ultimi mesi della propria vita gravemente ammalata e quasi cieca. I suoi estremi scritti, pubblicati nel volume Diario ultimo, sono pensieri, poesie, aforismi, versi abbozzati e metafisici, parole sospese, condensate, cariche di immagini, di ricordi, di amore e di dolore. L’autrice di Le parole tra noi leggere e Nei mari estremi aveva scritto nel 1996 “per me scrivere è stato sempre cogliere, dal tessuto fitto e complesso della vita qualche immagine, dal rumore del mondo qualche nota, e circondarle di silenzio”.
Ormai stanca, due mesi prima della morte, dal primo gennaio al 14 febbraio 2001, Lalla Romano consegna al Diario le sue ultime parole, una per ogni giorno. Le parole chiave degli ultimi cinque giorni sono: Bacio, Salute, Incubo, Liberazione, Depressione. Poi dal 15 febbraio è solo silenzio.
 
Tre frammenti da Diario ultimo:
 
Silenzio come pienezza
non povertà.
Dal silenzio nasce sia l’attesa che
l’appagamento
 
Ascolto
il mare
non mi occorre
altra musica
il suo canto comprende
tutte le musiche
Canto – silenzio
musica senza parole
 
Quello che cerco
si nasconde
in un profondo silenzio
chiuso e segreto
in povertà assoluta
e ricchezza segreta
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