Incanto dell’avventura umana. Memorie di Adriano

di dispersioni

“Nel chiudere il libro, il lettore ideale sente che, se non l’avesse letto, il mondo sarebbe più povero” ricorro a questa recente affermazione di Alberto Manguel per aiutarmi a descrivere la sensazione di incanto provata alla lettura delle Memorie di Adriano, lo straordinario e bellissimo romanzo di Marguerite Yourcenar che, in forma epistolare, ricostruisce la vita del grande imperatore romano dall’individualità unica e irripetibile. Nelle parole della stessa Yourcenar Memorie di Adriano “è uno studio sul destino umano, l’immagine d’un uomo che delle sue virtù e dei suoi difetti, delle sue esperienze personali e della sua cultura poco a poco si compone una sorta di saggezza pragmatica d’amministratore e principe”. Lo sguardo di Adriano sulla propria vita e sul mondo è quello di un uomo moderno e libero, colto, viaggiatore, poeta, amante della natura e cultore delle arti, inquieto, profondamente consapevole dei propri limiti, saggio, tollerante e dotato di grande spiritualità.
“In questo momento sono sotto l’influenza di Memorie di Adriano, un’opera poetica piena di erudizione che mi ha incantato come nessuna lettura aveva fatto da molto tempo” così scrive Thomas Mann ultimata la lettura dell’opera della Yourcenar, un romanzo storico che, come chiarito dalla Yourcenar nel Taccuino di appunti sulla genesi del romanzo, ricostruisce “la presa di possesso di un mondo interiore”, il grafico sinuoso e infinito di una esistenza umana universale che corrisponde “a ciò che un uomo ha creduto di essere, a ciò che ha voluto essere, a ciò che è stato” perché “ogni essere che ha vissuto l’avventura umana sono io”.

Pagine del Centro di Documentazione Yourcenar di Roma > qui
Un sito riccamente illustrato dedicato ad Antinoo, il giovane che Adriano amò appassionatamente  > qui

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