Ancora sul Futurismo

di dispersioni


Si annunciano mostre e numerosi libri in occasione del centenario della nascita del movimento futurista, nato formalmente sulle pagine del Figaro il 20 febbraio 1909. Su Tuttolibri di sabato scorso Guido Davico Bonino annuncia l’uscita di un suo volume sui manifesti futuristi e, in un articolo di prima pagina, ci spiega che il Futurismo “è stato di un’eccezionale e innegabile creatività nella pittura e nella scultura (Balla, Boccioni, Carrà, Severini, Depero), nelle arti minori (design, arredamento) e derivate (pubblicità). Ma in letteratura (a parte il transfuga Palazzeschi, grandissimo innovatore nella poesia e nel romanzo), in teatro, e nelle altre discipline succitate i suoi risultati furono e restano di una modestia sconfortante.” Davigo Bonino chiude l’articolo ricordando che poi Marinetti e soci “sono finiti l’uno dopo l’altro in braccio a Benito M..” (M.??!!).
Cesare de Seta, poi, sul l’Espresso del 5 febbraio, ci invita invece a recuperare la vera anima del futurismo: anarchica e libertaria. Addirittura De Seta mobilita anche Gobetti e Gramsci che avrebbero condiviso l’esaltazione dei futuristi per la scienza e la tecnica. L’articolo è intitolato significativamente “Compagni futuristi”.
Sul guazzabuglio guerrafondaio fatto di modernismo, nazionalismo, anarchismo che pervase il Futurismo si continua a dire poco, così come della spinta culturale (e non solo) data dal movimento alla prima guerra mondiale (la guerra è considerata una grande esperienza di vita e fonte di d’ispirazione) ed alla formazione del fascismo (i primi fasci vennero fondati nel 1918 proprio dai futuristi che anticiparono largamente l’ideologia del fascismo stesso). Sul tema rinvio al mio post 19 gennaio scorso.
 
Campari soda e 20 cent
L’attività di design svolta da alcuni artisti futuristi è stata, comunque, particolarmente interessante. Primo tra tutti Fortunato Depero creatore della famosa bottiglina del Campari soda, già abbozzata nel 1928 e disegnata definitivamente nel 1932. Si tratta certamente di un oggetto icona del design italiano, dalla linea minimalista, originale ed unica, ancora oggi riconosciuto di grande interesse estetico, tanto che il designer tedesco Ingo Maurer ha creato recentemente una lampada a sospensione utilizzando proprio dieci bottiglie di Campari soda (vedi foto).
 
 
 
Tutti i giorni, poi, sulle monete da 20 centesimi di euro, maneggiamo la riproduzione di un’altra opera futurista: la scultura Forme uniche della continuità nello spazio di Umberto Boccioni. A differenza di Depero e Marinetti, il povero Boccioni una volta in trincea iniziò a ricredersi sulla bontà delle idee guerrafondaie del movimento, ma non sopravvisse, nel 1916 una caduta da cavallo durante una esercitazione gli fu fatale.
 
 
 
 
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