Il mio Cammino verso Santiago di Compostella

di dispersioni


Ho compiuto a piedi il Cammino di Santiago nell'estate del 2001. Sono partito da León lunedì 6 agosto e sono arrivato a Santiago di Compostella sabato 18 agosto. Il mio pellegrinaggio è però iniziato prima della partenza da León, è iniziato qualche anno prima, quando ho preso la decisione di percorrere il Camino.
 
Come tanti anch’io ho tenuto un diario di quei giorni, mi è stato necessario per fermare sulla carta l’impronta fedele di giornate straordinarie fatte di una natura superba, di spazi lontani misurati solo dai miei passi e di una grande gioia. Ogni notte, prima di addormentarmi e nonostante la stanchezza, mi sono imposto di riportare nei miei appunti le impressioni e le riflessioni su quanto visto, fatto e ascoltato nella giornata appena trascorsa. Conservo gelosamente il quaderno rosso con il mio diario e di tanto in tanto ne rileggo qualche pagina con nostalgia per i giorni passati in solitudine e silenzio sul Camino, una nostalgia e una gioia che ancora oggi mi porto dentro: il Camino, inesorabilmente, cambia qualcosa nel profondo di chi lo percorre.
 
Per tre giorni ho camminato con Esteban e Joaquina, una coppia di simpatici catalani che ogni anno dedicano una settimana al Camino. Esteban, cinquantenne elettricista e appassionato maratoneta, mi ha insegnato il "ritmo del camminare" e ad apprezzare le virtù dissetanti del finocchio selvatico. A Villafranca del Bierzo ci siamo salutati con grande affetto promettendo di rivederci.
 
Altri incontri si fanno sul Camino dove hay de todo, come diceva Esteban: uno strano brasiliano di padre portoghese, madre napoletana e nonno indio che, in uno strano miscuglio di brasiliano, spagnolo e italiano, parlava come in un libro di Coelho; una pellegrina spagnola che percorreva il Camino accompagnata da una bambina,  incontrata in diverse tappe comuni e fino a Santiago; una coppia di sloveni partiti a piedi mesi prima da Vienna; due giovanissimi monaci italiani; un francescano di Santiago e, purtroppo, man mano che ci si avvicinava a Santiago, anche chiassosi escursionisti, pseudo-atleti in mountain bike, pellegrini improvvisati accompagnati da pullmini con autista parcheggiati al primo incrociarsi del Camino con qualche strada asfaltata.
 
Ho annotato nel mio quaderno la stanchezza dei primi giorni, la faticosissima tappa fino a O Cebreiro in Galizia, il caldo insopportabile, ma anche il freddo e la pioggia e poi le vesciche ai piedi e le gambe indolenzite. La descrizione delle sofferenze del pellegrino è la parte comune a tutti i resoconti del Cammino verso Santiago di Compostella, un percorso incantato che da mille anni si nutre del sudore di milioni di pellegrini. Ma è anche comune a tutti i pellegrini il sentimento di meraviglia, l’emozione e la gioia provate nello scorgere dalla collina di Gozo i campanili barocchi della cattedrale di Santiago e poi la discesa giù, in fretta, verso la città, fino al Portico della Gloria per abbracciare la statua del Santo.
 
Nel mio quaderno rosso manca il resoconto dell’ultima tappa, quella dell’arrivo a Santiago. E’ stata tanta la felicità dell’arrivo che non ho saputo cosa scrivere quella notte. Ho solo potuto rileggere le parole della "benedizione del pellegrino" che avevo ascoltato giorni prima a Rabanal dopo una suggestiva e toccante cerimonia  scandita da solenni canti gregoriani e officiata per i pellegrini da quattro monaci francescani:
 
O Dio. Tu che hai portato il tuo servitore Abramo dalla città di Ur dei Caldei, vegliando su di lui per tutto il suo peregrinare, Tu che sei stato guida del popolo ebraico nel deserto, noi ti chiediamo di degnarti di avere cura di questi tuoi servitori che, per amore del tuo nome, compiono un pellegrinaggio a Compostela. Accompagnali lungo il cammino, guidali nei crocevia, dà loro forza nella stanchezza, difendili dai pericoli, dà loro riparo lungo la via, ombra nella calura, luce nell’oscurità, conforto nello scoraggiamento, e fermezza alle loro intenzioni affinché, con la tua guida, possano giungere indenni al termine del loro viaggio ed arricchiti di grazie e  virtù possano fare un sicuro ritorno alle loro case, che ora soffrono la loro assenza, pieni di gioia salutare e duratura. Possa la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discendere su di voi.
 
Monumento al pellegrino a León
 
Sul Camino

 

Con pellegrini verso il Paramo
 
Un antico cruzeiro e sullo sfondo la città di Astorga
 
 
Un tratto del Camino in Galizia
 
La cattedrale di Santiago di Compostella
 
 
Capo Finisterre in Galizia, dove termina il Camino
 
(tutte queste foto sono state scattate da me sul Camino)
 
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Da leggere sul pellegrinaggio e sul Camino de Santiago:
 
lanza del vasto pellegrinaggio
Lanza Del Vasto, Pellegrinaggio alle sorgenti, il viaggio di un occidentale alle radici della spiritualità indiana, TEA
 
Lanza Del Vasto, poeta, narratore, filosofo e fondatore della Comunità dell'Arca, ispirata all'insegnamento pacifista e non violento di Gandhi, ha compiuto nel 1936 un lungo pellegrinaggio in India. La sua esperienza è raccontata in questo straordinario volume.
Ho avuto la fortuna di conoscere Lanza del Vasto nel 1975 e conservo vivo il ricordo della sua serena, profonda e possente forza spirituale.
 
Grun
Anselm Grun, In cammino. Una teologia del peregrinare, Edizioni Messaggero Padova
 
Anselm Grun è un monaco benedettino tedesco che dirige un centro di spiritualità a Wurzburg in Germania e nel libro ripercorre il significato dell’essere in cammino nelle diverse religioni e nel cristianesimo in particolare.
 
60001
Davide Gandini, Il Portico della Gloria, Lourdes, Santiago di Compostella, Finisterre a piedi, editore EDB
 
Ho scoperto e letto il libro di Gandini al ritorno dal Camino e l'ho amato  sin dalle prime pagine. E’ sicuramente il più bel libro sull’esperienza del Camino. Molte pagine sono state per me fonte di grande commozione.
 
Hoinaki
Lee Hoinacki, Il Cammino. A piedi verso Santiago di Compostela, Neri Pozza
 
Una bella e intensa testimonianza di grande spiritualità sul Camino compiuto nel 1993 da un professore americano.
 
130001
Cees Nooteboom, Verso Santiago, itinerari spagnoli, Feltrinelli
 
Nonostante il titolo questo straordinario libro dello scrittore olandese Cees Nooteboom non tratta direttamente del Camino, ma testimonia un profondo amore per la Spagna, per la sua storia e la sua geografia, per una Spagna nascosta, segreta e misteriosa lontana dalle tappe obbligate del turismo di massa. Da leggere assolutamente!
 
Da NON leggere invece: Paulo Coelho, Il cammino di Santiago

Aggiornamento del 25 luglio 2010

  • vai al mio post  "Oggi il mio cuore è a Santiago di Compostella"  >> qui
 
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  • Per saperne di più sul Camino de Santiago (molto utile per chi vuole percorrere il Camino) >> qui
  • Sul libro di Davide Gandini, Il Portico della Gloria >> qui
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