Astronomia (2)

di dispersioni

Proseguo il mio percorso di studio dell’astronomia che, necessariamente, si apre ad approfondimenti di fisica, astrofisica e cosmologia. Le ulteriori letture, portate a termine in questi ultimi mesi, toccano argomenti che vanno dalla storia dell’astronomia alla conoscenza delle origini e del destino delle galassie, passando poi ad approfondire gli straordinari progressi realizzati dalla scienza nel fornire una spiegazione sulle origini dell’Universo inflazionario e giungendo, infine, agli affascinanti sviluppi delle teorie di derivazione quantistica sull’iperspazio, sul multiverso e sugli universi paralleli. Qui presento in sintesi i primi due volumi.
 
storia astronomia

Storia dell’Astronomia, a cura di M. Hoskin, Bur Rizzoli Scienza

Questa ponderosa e completa storia dell’astronomia, sintesi in edizione italiana della General History of Astronomy edita dalla Cambridge University Press, costituisce una lettura indispensabile per conoscere il complesso percorso di sviluppo delle conoscenze astronomiche dalle forme primitive preistoriche di osservazione del cielo fino alle più recenti evoluzioni rappresentate dai risultati conseguiti dal Telescopio Spaziale Hubble e dalla radioastronomia.

 
Particolarmente interessante nel volume è la rappresentazione della storia dell’astronomia come di una scienza che, nella sua prima fase, si occupava di escogitare modelli geometrici in grado di riprodurre i moti dei pianeti (dall’età antica al medioevo), nella seconda si spingeva ad utilizzare modelli di meccanica celeste che investigavano le forze fisiche che presidiavano i movimenti celesti (secoli XVI – XVIII) fino allo sviluppo, nell’ottocento, di una moderna scienza astronomica che necessariamente doveva padroneggiare la fisica di laboratorio per lo studio della luce stellare; tappa quest’ultima che avrebbe segnato la nascita della moderna astrofisica e della cosmologia.
 
Il volume comprende, inoltre, una preziosa cronologia, buone illustrazioni anche se in bianco e nero, un completo ed utilissimo glossario, un articolato indice analitico ed una inutile bibliografia in quanto riferita a studi e ricerche anglosassoni che molto raramente risultano tradotti in italiano; non avrebbe fatto male ad una simile opera fornire una breve bibliografia italiana di riferimento.
 
Galassie

Galassie di John Gribbin, Codice edizioni

 
John Gribbin è un vero maestro della divulgazione scientifica, in campo astronomico in particolare, e questo interessantissimo volumetto non smentisce certamente la sua fama: in solo 127 pagine fornisce al lettore un significativo ed aggiornato approccio alla conoscenza delle galassie, sulla loro formazione, evoluzione e destino, su come e perché sono state osservate nei secoli e quali rilevanti conseguenze il loro studio ha fornito, negli ultimi cento anni, alla comprensione delle origini e delle dimensioni dell’Universo.
 
Gribbin dedica particolare attenzione ad evidenziare come sia stato proprio lo studio delle galassie a fornire le risposte alle due più difficili domande poste dai cosmologi: quando ebbe luogo il Bing Bang? Qual’è l’età dell’Universo? La risposta è nello studio della costante di Hubble che misura la velocità con cui si spostano le galassie e quindi l’espansione dell’Universo utilizzando i principi della relatività generale e definendo le forze contrapposte della gravità, della materia e dello spaziotempo, dell’energia oscura e della materia oscura; mentre per lo studio delle stelle contenute nelle galassie viene utilizzata la fisica delle particelle, la fisica quantistica dell’estremamente piccolo, la fisica degli atomi e della materia barionica.
 
La determinazione accurata del valore della costante di Hubble, ricorda Gribbin in pagine di grande suggestione, determina la scala delle distanze cosmologiche. Proprio al progetto del Telescopio Spaziale Hubble venne affidato il compito di definire tale valore con la maggiore esattezza possibile scrutando le cefeidi di ben 20 galassie diverse. Grazie alle osservazioni del telescopio spaziale nel 2001 gli scienziati giungono così al risultato: H, la costante di Hubble, è uguale a 72 ± 8 kpc, pertanto l’età dell’Universo poteva essere stimata (utilizzando l’inverso di H, cioè riavvolgendo a ritroso la velocità di espansione dell’Universo) in 14 miliardi di anni circa.
 
Galassie di John Gribbin è un libro denso ma accessibile (anche se è utile far precedere questa lettura dal fondamentale Universo elegante di Greene per i necessari concetti di base di fisica, astrofisica e cosmologia) ed è ricco di concetti e notizie che non avevo trovato altrove. Ad esempio, nelle prime pagine del libro, Gribbin a sorpresa segnala che il primo uomo ad osservare il cielo notturo con un telescopio fu un certo Leonard Digges, un matematico e topografo che studiò ad Oxford, il quale nel 1551, ben sessanta anni prima di Galileo, rivolse verso l’alto uno strumento di sua invenzione, il teodolite. Alla morte di Leonard Digges è il figlio Thomas a continuare le osservazioni del cielo ed a pubblicarle in un testo in inglese, Prognostication everlasting, dove si afferma addirittura che l’Universo è infinito e il Sole è circondato dalle orbite dei pianeti!
 
Concludo osservando che la casa editrice di questo volume, Codice edizioni, con in catalogo  ottimi titoli di argomento scientifico, propone sempre traduzioni tempestive: Galassie di Gribbin è uscito nel 2008, lo stesso anno della sua pubblicazione in inglese. Interessante è anche il sito web della Codice dove sono scaricabili in pdf le prime pagine dei volumi (ottima iniziativa utile per essere certi dell’acquisto da effettuare!).

– I precedenti volumi di astronomia li ho recensiti >> qui

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