Cinema, fantascienza e magia: Avatar, Moon, Star Trek e Planet 51

di dispersioni

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Ho visto Avatar 3D in Spagna lo scorso 28 dicembre: uno spettacolo davvero indimenticabile. Non mi era mai capitato di assistere a qualcosa di simile. In 3D l’effetto delle bellissime immagini, dei colori, dei personaggi fantasmagorici, viene moltiplicato nel cervello dello spettatore all’inverosimile: un film concepito e costruito apposta per creare stupore. Ma la storia purtroppo zoppica, come già hanno rilevato tutti o quasi tutti i critici, è banale, è “americana”, è Balla coi lupi e nient’altro. Resta potente l’impressione, però, di aver assistito ad un incredibile, indimenticabile spettacolo per gli occhi e la fantasia, grazie al ricorso ad immagini frutto della magia di una tecnologia limite: “Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia” ha scritto anni fa lo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke. Forse è proprio questa percezione di magia che affascina gli spettatori di mezzo mondo.
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Sono convinto che per evitare questi problemi i megaregisti made in Usa dovrebbero ricorrere a sceneggiatori europei. Scegliessero un italiano, un tedesco, uno spagnolo, un francese e forse sarebbe assicurata una trama meno banale, differente dalla solita basata su buoni e cattivi. Giustifico questa mia affermazione dopo l’uscita di film quali Planet 51 (originalissimo cartone animato, produzione e storia ispano-inglese) e Moon (regia interessante del figlio di David Bowie, l’indimenticabile Uomo che cadde sulla terra); si, d’accordo, sono due film che citano altri film di fantascienza ma le storie reggono, Moon, in particolare, è un film inquietante, sono  sicuramente meno spettacolari delle grandi produzioni USA ma si è salvi dalle banalità.
 
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Il bellissimo Star Trek (da poco uscito in DVD) mi ha molto entusiasmato. Un film che conclude degnamente la vecchia serie Tv che tutti abbiamo seguito anni orsono e che comunque ricorre anche alla citazione di validi concetti di fisica (teletrasporto, movimento delle navi spaziali tramite onde gravitazionali e tanti altri), ma, al di là degli entusiasmi, la storia è comunque (e purtroppo) sempre la stessa.
 
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Inutile precisare che Avatar è da vedere solo in 3D e che dopo l’uso delle apposite lenti è vero che c’è pericolo di beccarsi un bel mal di testa, a me è successo.
Comunque, aspetto l’uscita in Italia di Avatar, voglio, devo rivederlo, voglio di nuovo immergermi nella magia tridimensionale di questo incredibile spettacolo!
 
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– Da leggere assolutamente Il messaggio di ’sta minchia, provocatorio articolo su Avatar del giornalista Matteo Bordone >> qui
  
Avatar dal blog di Giovanni De Matteo >> qui
 
– Il trailer italiano di Avatar >> qui
 
– Avatar sul Corriere della fantascienza >> qui
 
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