Inés dell’anima mia di Isabel Allende per parlare dell’Estremadura

di dispersioni

AllendeE’ possibile innamorarsi di personaggi letterari? Si, io sono stato, e sono ancora, perdutamente innamorato di quattro donne conosciute dai libri. La mia prima fiamma, quindici anni fa, è stata Francesca Spada, l’affascinante, fragile e libera eroina del Mistero napoletano di Ermanno Rea; poi c’è stata Nunziata, la paziente, silenziosa e indimenticabile protagonista di Francesca e Nunziata di Maria Orsini Natale, seguita dopo qualche anno da Miriam, l’amatissima ex moglie dell’irriverente Barney Panofsky. L’ultima arrivata nel mio cuore è Inés Suarez, una donna forte e coraggiosa dimenticata dalla Storia, la cui straordinaria e avventurosa vita rivive nell’avvincente racconto Inès dell’anima mia di Isabel Allende.
 
La storia di Inés Suarez è raccontata dalla stessa protagonista alla figlia, Isabel de Quiroga; Inés è ormai vecchia e prossima alla morte, vuole ricordare e raccontarsi. 
 
“Questa è la mia storia e quella di un uomo, Pedro de Valdivia, le cui eroiche prodezze sono state annotate con rigore dai cronisti e permarranno nelle loro pagine fino alla morte dei tempi; ma io so di lui ciò che la Storia non saprà mai conoscere: di cosa aveva paura e come amava”
 
Il lettore è precipitato, così, fra la Spagna del XVI secolo e la conquista dell’America, tra viaggi incredibili, amori appassionati, avventure in terre misteriose e sconosciute, battaglie cruenti e indios feroci. Inés Suarez (vissuta tra il 1507 e il 1580) è una intelligente ragazza di Plasencia, una antica cittadina dell’Estremadura spagnola, che si guadagna la vita come sarta e cuoca, fino a quando un bel giorno decide di andarsene sola in America alla ricerca di suo marito, Juan de Malaga, trascinato nelle colonie spagnole dai suoi sogni di oro, argento e gloria.
 
valdivia-medallaPedro de Valdivia
 
Dopo un viaggio impossibile e numerose peripezie, Inés raggiunge Cuzco dove scopre che il marito è morto. Invece di tornarsene in Spagna, Inés decide coraggiosamente di vivere la propria vita nel nuovo continente dove conoscerà un ambizioso ufficiale spagnolo, Pedro de Valdivia (1497 – 1553), anch’egli originario dell’Estremadura; insieme vivranno una grande storia d’amore e l’ardua avventura di conquistare il Cile. Impresa questa estremamente difficile: occorre attraversare catene montuose, il deserto di Atacama, foreste infestate da ferocissimi indios, i Mapuche, un popolo indomabile e fiero della propria libertà. A costo di grandissimi sacrifici e infiniti pericoli, Pedro de Valdivia e Inés Suarez, con pochi soldati spagnoli conquisteranno buona parte del Cile dove fondano la piccola colonia di Santiago della Nuova Estremadura.
 
Elsa Mertinelli in La Auracana 1971 di Julio CollL’attrice Elsa Martinelli è Inés Suarez nel film La Auracana (1971)
 
Con il tempo i pericoli aumenteranno, i Mapuche non si arrendono facilmente ai conquistatori spagnoli, una guerra feroce e sanguinosa accompagnerà la nascita della colonia di cui Pedro de Valdivia sarà il primo governatore. Ma Inés, ultimata la conquista, dovrà farsi da parte, non è la sposa legittima di Pedro de Valdivia (la cui moglie viveva in Spagna) e non potrà dividere con lui la vita e il potere. La nostra eroina dovrà, quindi, rinunciare all’uomo che ama e con grande forza saprà reagire ricominciando una nuova esistenza a fianco di un altro uomo straordinario, il nobile comandante Rodrigo de Quiroga.
ines en tebeo da Historia de Chile en còmicInés Suarez in un fumetto dedicato alla storia del Cile
 
La storia di Inés Suarez, di Pedro de Valdivia e di Rodrigo de Quiroga è la storia della nascita del Cile, una storia che però aveva dimenticato la nostra eroina. In una intervista rilasciata nel 2006, Isabel Allende spiega che i fatti raccontati nel libro sono frutto di una rigorosa ricerca storica durata quattro anni e condotta nella Biblioteca Nacional di Santiago, Inés Suarez è menzionata nelle cronache dell’epoca “ma comunque, le sue imprese, furono quasi dimenticate dagli storici, perché la Storia la scrivono gli uomini, i vincitori, i maschi generalmente di razza bianca. La gente di colore – aggiunge Allende – gli sconfitti, le donne, i bambini, questi non hanno voce nei libri e le loro storie sono storie di dolore, di morte, di tragedie e di torture.”
 
mapuche Lautaro ritatto da Fray Pedro SubercaseauxIl capo Mapuche Lautaro
Una notazione su Plasencia, la cittadina dell’Estremadura dove è nata Inés Suarez nel 1507: nell’ultima di copertina del volume della Allende questa località è definita da un redattore poco informato come “un piccolo paesino dell’Estremadura”, ebbene questo piccolo paesino contava all’epoca della nascita di Inés Suarez ben 10 mila abitanti, un mercato settimanale che dal medioevo si svolge ancora oggi tutti i martedì, mura di cinta spettacolari, una sede episcopale e ben due cattedrali (Inés è nata nei loro pressi), una antica juderia (quartiere ebraico) oltre che altre numerose chiese e palazzi straordinari in uno dei quali è sistemato uno dei Paradores più belli di Spagna.
 
catedral de plasenciaLa cattedrale vecchia di Plasencia
 
 Ultima notazione sugli indigeni Mapuche: su un giornale cileno ho scoperto che ancora oggi devono resistere alla loro spoliazione, intentano processi e spesso sono costretti a lottare ad a occupare terre che gli appartengono ma che ancora gli vengono sottratte.– prosegui la lettura e vai al post sull’Estremadura >> qui

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