Invictus di Clint Eastwood, film epico dove tutti sono più o meno buoni

di dispersioni

Invictus LocandinaIl soggetto del film Invictus di Clint Eastwood è stato tratto dal libro dello scrittore e giornalista inglese John Carlin, uscito in Italia con il titolo Ama il tuo nemico (ed. Sperling & Kupfer). Carlin, che nel 1995 era in Sudafrica, ha assistito alla fine dell'apartheid ed anche alla famosa finale del campionato mondiale di rugby, tenutosi in Sudafrica proprio quell'anno, dove i Springboks sfidavano e vincevano, contro ogni pronostico, la fortissima squadra della Nuova Zelanda. Anni dopo, Carlin decide di scrivere un libro sulla storia e sui risvolti di quella partita vinta eroicamente dalla squadra sudafricana, vittoria che, abilmente gestita da Nelson Mandela,  contribuì a scongiurare lo scoppio di una guerra civile che, senza dubbio, avrebbe causato infiniti massacri.
 
Per scrivere questa storia, Carlin racconta, in una intervista a TVE, di aver ricevuto un aiuto entusiata direttamente da Nelson Mandela e, una volta pubblicato il libro, di averlo sottoposto  per il soggetto di un film all’attore Morgan Freeman. Il libro giungerà, poi, nelle mani di Clint Eastwood e dell’attore Matt Damon, e a questo punto tutti saranno tanto entusiasti del romanzo che la decisione di realizzare il film è ormai presa.

Clint EastwoodInvictus è un film alquanto lontano dalle precedenti pellicole del grande Clint Eastwood  (il critico cinematografico Paolo Mereghetti ha scritto di una minor riuscita artistica), è infatti un film moderatamente spettacolare, leggermente emotivo, qualche volta un pochino difficile da credere (alcune scene di eccessiva fraternizzazione interrazziale sono forzate) e alquanto benintenzionato e compiacente nel sottolineare il tema della riconciliazione nazionale; lo definirei un film di buona intensità epica dove tutti sono più o meno buoni.
 
Ma, comunque, bisogna riconoscere che, al di là dell’epica del film, la ricostruzione storica di quel breve, cruciale periodo è tutto sommato corretta, è andata proprio così; in ogni caso poi Clint Eastwood è sempre uno straordinario regista e Invictus è un film assolutamente da non perdere.
 
1995 Mandela premia il capitano dei SpringboksIncuriosisce molto la poesia vittoriana che dà il titolo alla pellicola; nel film Mandela racconta che quei versi gli erano di grande conforto e gli davano forza nei momenti più duri dei ventisette anni passati in carcere, ne trascrive il testo e lo regala al capitano dei Springboks; il film stesso si chiuderà con gli ultimi bellissimi versi della poesia.
 
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

 
In rete ho trovato la poesia, è di William Ernest Henley (1849-1903), sono parole di speranza, di fede e di libertà che qui di seguito propongo:
 
Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro,
ringrazio qualunque dio esista
per l'indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l'Orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

 
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Invictus su Mymovies (schede, critica, trailer, foto)  > qui

– Videointervista del 15.3.2009 a John Carlin (dal programma TVE Pagina 2, in spagnolo) > qui
 

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