El tiempo entre costuras di Maria Dueñas

di dispersioni

el tiempo entre costruras
Ho finito ieri di leggere un best seller che in Spagna ha venduto già 400 mila copie. Raramente leggo best seller ma El tiempo entre costuras di Maria Dueñas (Temas de Hoy), con la sua bella copertina, non è una delle tante trappole di carta e cartone costruite da furbi editor e a furia di massicce dosi di aggressivo marketing, è un libro come pochi.
 
Con questo romanzo ho trascorso sette indimenticabili giorni di lettura profondamente immerso in un racconto appassionante e coinvolgente che mi ha trasportato nella vita della Madrid degli anni precedenti la guerra civile, nel Marocco coloniale e cosmopolita di Tangeri e di Tetuàn, e poi ancora nella triste Madrid della vittoria di Franco e fino alla Lisbona della seconda guerra mondiale.
 
La trama stupefacente di questo libro è fatta di avventure ed amore, di tradimenti, di intrighi, di sogni, di vite difficili in tempi difficili, e di figure indimenticabili per il lettore, come innanzitutto la protagonista, Sira Quiroga, una giovane modista che intreccia il proprio destino con quello di personaggi storici e con gli avvenimenti dell’epoca.
 
Ho felicemente scoperto questo romanzo dalle parole entusiaste dello scrittore Fernando Sánchez Dragó nella sua straordinaria trasmissione televisiva sui libri di Telemadrid, intitolata Las Noches Blancas, programma che via parabolica  seguo fedelmente con settimanale assiduità. Preciso comunque che Sánchez Dragó non è tipo da facili entusiasmi. 
 
Sánchez Dragó è un personaggio ipercritico e provocatore, intelligentissimo, coltissimo, grande viaggiatore, conversatore straordinario che, nel suo programma televisivo, tratta dei più svariati temi e dei libri che li riguardano, sempre con ospiti di primissimo piano che danno così vita ad una interessante tertulia di alto livello. 
 
María Dueñas

Maria Dueñas

Tornando al romanzo, devo confessare che non mi capitava da anni di aspettare con impazienza di riprendere la lettura di un libro laddove l’avevo lasciata il giorno precedente. Con El tiempo entre costuras è stato così ogni giorno.
 
L’ultima volta che mi è accaduto è stato con L’amore ai tempi del colera, una lettura febbrile; conclusi il libro leggendo con trepidazione e avidità le ultime preziose 70 pagine in un afoso pomeriggio di luglio. Quel giorno appena tornato a casa dal lavoro avevo una sola idea: immergermi subito nel libro. Ancora ricordo le emozioni di quelle ultime pagine, mi strinsero tanto il cuore da produrre gli esiti che ben conosce chi quel libro ha letto.
 
Comunque non disperi il lettore digiuno di castellano al quale forse ho suscitato una qualche curiosità su El tiempo entre costuras, la letteratura contemporanea spagnola, specie se di successo e se incassa bene, viene spesso tradotta. Magari è già in corso la traduzione dallo spagnolo di questo voluminoso romanzo.
 
Ma attenzione, si confidi con moderazione: si sa bene, gli editori nostrani sono strani, potrebbero decidere che la storia interessa poco gli italiani e che forse è meglio tradurre libri su serial killer, con i serial killer si va sul sicuro, lo sappiamo tutti. Se prevale l’assassino allora niente, il lettore attento si rassegni, occasione mancata, consideri come mai lette e scritte queste mie righe.
 
Ma tu, mio lettore curioso che ti ostini e continui a leggermi, meriti invece un piccolo regalo. Ho tradotto per te l’articolo su El tiempo entre costuras che Sanchez Dragò ha pubblicato lo scorso novembre sulle colonne del quotidiano spagnolo El Mundo. Sono certo che ti piacerà.
 
 Fernando Sánchez Dragó

Fernando Sánchez Dragó

El tiempo entre costuras
di Fernando Sánchez Dragó
da El Mundo del 3 novembre 2009
 
 
E all’improvviso un romanzo. Un romanzo come quelli di una volta, quelli di sempre, quelli di quasi mai, di quelli che afferrano da tutte le parti al lettore – anima, cuore e vita –e non lo lasciano fino a quando quest’essere fortunato non raggiunge l’ultima riga.
 
Un romanzo vero, completo, costruito solidamente, ben cementato e fondato, minuziosamente documentato, coinvolgente, appassionante e travolgente.
 
Un romanzo scritto come quasi nessuno ormai scrive, lessico, sintassi, grammatica, armonia, precisione da orologiaio, varietà, leggerezza, buon gusto, tutto sfiora la perfezione.
 
Un romanzo di più di seicento pagine che si fanno brevi, che non pesano, che mantengono l’attenzione del lettore con la dolcezza con la quale i destrieri della quadriga platonica – corpo, sesso, cuore e testa – portano sulla schiena l’Auriga attraverso i sentieri del giardino della ragione e per le curve del labirinto dell’immaginazione.
 
Da molti anni io cercavo, con una lucerna per mano e gli occhiali da ipermetrope, un romanzo che non mi cascasse dalle mani, che non mi annoiasse, che non mi obbligasse ad abbandonare la lettura dopo qualche pagina, che non fosse lamentoso o che mi raccontasse buffonaggini, ma che mi riportasse agli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, quando aprire un libro significava impossessarsi del mare … e laggiù, di fronte, Istambul.
 
E’ stato Eduardo Torres Dulce (un critico cinematografico n.d.t.) che mi ha raccomandato che leggessi El tiempo entre costuras, di una certa Maria Dueñas, della quale non sapevo niente fino ad allora, a parte il breve appunto biografico che compare sul retro della copertina dell’imponente racconto. Seguii il consiglio, presi il libro, lo iniziai, e subito non potetti lasciarlo fino a quando non arrivai alla bibliografia che lo chiude e questo è il mio verdetto.
 
Non lo faccio per amicizia. Non conosco l’autrice, anche se l’ho già invitata a partecipare a Las Noches Blancas (il programma televisivo che presenta e dirige su Telemadrid n.d.t.). Ci mancherebbe altro!
 
Madrid, Tangeri, Tetuàn, Lisbona, una modista beautiful and damned lanciata verso l’avventura e la sventura, l’amore, l’odio, la guerra e la pace in un mondo di spie, di fuggiaschi, di impostori, di outsiders, di sogni, frustrati e non, e di tutto il perverso incanto di quello che il tempo, definitivamente, si porta via.
 
Alta letteratura, amici. Non tenetevene lontani. Approfittate l’opportunità. Correte alla libreria più vicina.
 
“Una macchina da scrivere sconvolse il mio destino”. Così comincia il racconto. Non volete sapere perché?
 

  • Il minisito sul libro >> qui


AGGIORNAMENTO DEL 13 SETTEMBRE 2010:  Il libro di Maria Dueñas esce in italiano con il titolo "La notte ha cambiato rumore" (Mondadori) >> leggi qui 

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