Piccola storia del segnalibro di Massimo Gatta

di dispersioni

piccola storia del segnalibro 2Questa Piccola storia del segnalibro raccoglie una serie di aneddoti e di curiosità sul segnalibro che giungono fino al all’odierno bookmark internettiano.  L’autore di questo libricino, edito da Colonnese e ormai fuori commercio, è il napoletano Massimo Gatta, bibliotecario e appassionato di storia del libro e di tipografia, autore di numerosi saggi di bibliofilia gli ultimi dei quali usciti presso l’interessante casa editrice Biblohaus di Macerata.

La prima testimonianza dell’uso del segnalibro sembra risalire all’Inghilterra del 1588 quando il tipografo Cristopher Barker rilega un libro per la regina Elisabetta I cucendovi dentro una serie di nastrini di seta utili per facilitarne la lettura. Prima ancora, nel 1566, il segnalibro viene riprodotto con dovizia di particolari nel fantasioso dipinto Il Bibliotecario dell’Arcimboldi.

Tuttavia devo osservare che il quadro dell’Arcimboldi è stato anticipato, nel dettaglio dei segnalibri, da almeno altre due opere: il San Gerolamo nello studio di Antonello da Messina, che risale al 1475, e il San Gerolamo di Dürer del 1521. Da allora sono state  numerose le rappresentazioni pittoriche dove appare il segnalibro, molte della quali riprodotte in siti web di appassionati e collezionisti.

L’autore, prima di fornirci una sintetica ma completa panoramica circa l’evoluzione del segnalibro moderno, il cui uso nasce e si afferma nella seconda metà dell’ottocento, ci introduce ad un curioso personaggio, il bibliofilo ed erudito fiorentino Antonio Magliabechi (1633 – 1714) la cui vasta biblioteca personale confluì nel 1774 a formare la Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Massimo Gatta racconta sul Magliabechi della sua strana abitudine, testimoniata da bibliofili inorriditi, ad adoperare fette di salame come segnalibri, i cui avanzi rinsecchiti vennero effettivamente ritrovati in qualche prezioso volume.

E’ dagli anni ’30 del secolo scorso che il segnalibro conosce la sua massima diffusione anche perché divenuto un efficace strumento di diffusione pubblicitaria per i più differenti prodotti a cui ricorrono famosi illustratori e grafici. Tra questi il libro ricorda i segnalibri delle diverse serie della FILA (che anch’io ho posseduto e collezionato da ragazzo) e quello realizzato dal famoso Federico Seneca per la Perugina (per la quale creò sin dagli anni ’20 l’immagine commerciale che ancora oggi conosciamo) e che raffigura Don Abbondio (vedi qui sotto la riproduzione).

il bibliotecario di ArcimboldiIl Bibliotecario di Arcimboldi San Gerolamo di Dürer 1521San Gerolamo di Dürer

Il volume termina con una serie di considerazione su esposizioni di segnalibri ed editori di cataloghi (sembra sia fondamentale quello prodotto dall’editore Flaccovio di Palermo), sul collezionismo di segnalibri e, infine, è chiuso da una intrigante bibliografia e da qualche pagina di dotti aforismi sui libri.

La mia copia di questa Piccola storia del segnalibro, curata e stampata nel 1996 dall’editore e libraio antiquario napoletano Gaetano Colonnese, non ha mai trovato una sua giusta collocazione sugli scaffali della mia biblioteca. Se il libricino lo si sistema infatti tra due volumi qualsiasi, siano essi di piccola o media dimensione, si rischia inevitabilmente di nasconderlo, di perderlo e di farlo sparire perché è sottilissimo, conta solo 24 paginine, un vero libro-sogliola.  

frederick il gatto di Charles Wysocki (1928Frederick il gatto di Charles Wysocki (1928 – 2002) segnalibro fila

The Sisters

The Sisters – Ralph Peacock 1900

Inoltre non è esattamente solo un libricino, il suo formato è quello di un segnalibro ed è sistemato in un astuccio di pregiato cartoncino che ne riproduce la copertina. Nell’astuccio trovano posto, poi, sei raffinati segnalibri su ciascuno dei quali sono riportati aforismi sui libri e sulla lettura oltre a belle immagini d’epoca, finemente stampate, con scene di lettura e di lettori.

Avrei potuto sistemare questo libricino tra i miei segnalibri, considerato che ne possiedo una piccola e variata collezione. Ma l’ho subito escluso. Questo è innanzitutto un libro, un libro il cui destino è indissolubilmente accompagnato dai sei segnalibri che, oltretutto, non mi sognerei mai di usare assieme agli altri miei segnalibri. Il loro posto è lì nell’astuccio con il libricino che a sua volta doveva trovar posto tra i libri.

Così, allora, questa Piccola storia del segnalibro è finita in un suo luogo molto speciale: dietro una vetrina tra i libri di piccolo e piccolissimo formato, dove non rischia di perdersi e di farsi dimenticare, ma dove svetta con una certa presunzione distinguendosi al mio sguardo per l’insolito formato.
segnalibri Federico Seneca

  • Due siti sul segnalibro >> qui e qui
Annunci