Il mistero e la gloria del Chisciotte

di dispersioni

Pacheco

José Emilio Pacheco premio Cervantes 2010

Traduzione dallo spagnolo di parte del discorso pronunciato dal poeta messicano José Emilio Pacheco  in occasione del conferimento del Premio Cervantes (Alcalà de Henares, 23 aprile 2010)

(…) Il 1947 è un anno lontano come il 1547. Ambedue date sono ormai sprofondate nell’eterna oscurità e sono irrecuperabili. Talvolta la memoria inventa quello che evoca e l’immaginazione illumina la densa contemporaneità.
 
Tuttavia, così come per noi saranno sempre dei giganti i molini a vento che apparivano nel 1585 e che rappresentavano la modernità prima ancora dell’invenzione di questa stessa parola, in qualche modo è reale un’altra esperienza: quella di un bambino che a Città del Messico va insieme con tutta la sua scuola  al Palazzo delle Belle Arti e assiste meravigliato ad una rappresentazione teatrale del Don Chisciotte. (…)
 
Quando il sipario è ancora chiuso appare lo storico arabo Cide Hamete Benengeli al quale Cervantes attribuisce il racconto. Cide Hamete Benengeli ha deciso di abbreviare la storia per farla conoscere ai bambini del Messico. Il sipario si apre. Dall’oscurità appare la locanda che è un castello per Don Chisciotte. Vuole essere armato cavaliere per poter offrire le sue prodezze alla incomparabile Dulcinea del Toboso, la donna più bella del mondo.
 
Due ore dopo l’opera è terminata. Scende dal cielo Clavilegno (1) che nella rappresentazione è come un Pegaso. Don Chisciotte e Sancho lo montano e iniziano a volare via. Il Cavaliere della Triste Figura si accomiata dicendo: “Non sono morto e non morirò mai… Il mio braccio forte è e sarà sempre pronto a difendere i deboli e a soccorrere i bisognosi”.
 
Quella mattina tanto lontana scopro che esiste una realtà chiamata invenzione narrativa. Mi si rivela anche che la mia lingua di tutti i giorni, la lingua nella quale sono nato e che rappresenta la mia unica ricchezza, può divenire per chi la sappia usare qualcosa somigliante alla musica dello spettacolo, ai colori dei costumi e delle case che illuminano lo scenario.
 
La storia di Don Chisciotte possiede il dono di volare come Clavilegno. Entrai senza saperlo in quello che Carlos Fuentes definisce il territorio della Mancha (2). Mai più ormai potrò abbandonarlo.
 
Hopper Don Quixote on Horseback 1904

Edward Hopper, Don Quixote on Horseback , 1904

Leggo successivamente delle versioni per bambini del grande libro e scopro che gli altri leggono una storia diversa. Per me il Don Chisciotte non è qualcosa che fa ridere. Trovo molto triste quando accade. Nessuno potrà mai cambiare questo mio sofferto punto di vista.  (…)
 
Tornando sul piano della realtà irreale o della irrealtà reale in cui i personaggi stessi del Chisciotte possono essere allo stesso tempo lettori del Chisciotte, mi sarebbe piaciuto che il premio Cervantes fosse stato per Cervantes. Sarebbe stato un sollievo per i suoi ultimi anni poterlo ricevere. Sappiamo che la fortuna immensa del suo libro poco o niente fu di sollievo alla sue pene.
 
Quanto ci dispiace vedere lui o il suo rivale Lope de Vega umiliarsi davanti ai duchi, ai conti e ai marchesi. La situazione ha solo cambiato nome. Quasi tutti gli scrittori siamo, volenti o meno, membri di un ordine mendicante. Non è colpa di una nostra sostanziale viltà ma di una serie di eventi ormai bimillenari che tendono ad acutizzarsi nell’era elettronica.
 
Nella Roma di Augusto ebbe origine il mercato del libro. A ciascuno di coloro che ne erano parte – fornitori di tavolette di cera, di papiri, di pergamene, copisti, editori, librai – gli venne riconosciuta una ricompensa o comunque un sistema per ottenere un guadagno.  L’unico che venne escluso è stato l’autore senza il quale gli altri non potrebbero esistere. Cervantes è stato proprio la vittima esemplare di questo sistema ingiusto. Nella letteratura spagnola nessuna altra vita è stata tanto colma di umiliazioni e fallimenti. Si dirà che fu proprio questo a rendere grande la sua opera.

el quijote de gabriel flores 1930 1993

El Quijote secondo il pittore Gabriel Flores

Il Chisciotte è tante cose ma è anche la rivalsa verso tutto quanto Cervantes dovette soffrire fino all’ultimo giorno della sua esistenza.  Volendo ricorrere ad una comparazione con la storia che visse e sofferse Cervantes, potremmo dire che prima subì la sua sconfitta come l’Invincibile Armata e dopo, fuori dalla cronologia degli avvenimenti, ebbe la sua grande vittoria di Lepanto: il Chisciotte è il più alto avvenimento della lingua spagnola di tutti i secoli.
 
Niente di quello che succede in questo crudele 2010 – dai terremoti alla nuvola di cenere, dalla sempre più alta miseria fino all’eccezionale violenza che devasta paesi come il Messico – era prevedibile all’inizio dell’anno. Tutto cambia, giorno dopo giorno, tutto si corrompe, tutto si distrugge. Tuttavia nel mezzo della catastrofe, al centro dell’orrore che ci circonda dappertutto, restano dritti davanti a noi, e oggi come mai sono capaci di darci risposte, il mistero e la gloria del Chisciotte.
 

  1. Cavallo di legno con un perno sulla fronte sul quale Don Chisciotte e Sancho credono di volare;
  2. Espressione coniata dallo scrittore Carlos Fuentes per indicare la relazione linguistica e letteraria tra Spagna e America.

Il testo è una mia traduzione dallo spagnolo, mi scuso per eventuali imperfezioni. Ho aggiunto io grassetto e note.

  • Due filmati sulla cerimonia di consegna del premio >> qui (in spagnolo)
  • Sul poeta J. E. Pacheco >> qui (in italiano)

 dibujo de Miguel Hernandez

Don Chisciotte, disegno del poeta spagnolo Miguel Hernadez
 

Sul Don Chisciotte
 

 
Clavilegno
 
Il cavallo chiamato Clavilegno, fatto di legno, che Cervantes presenta nel capitolo quaranta della seconda parte del Don Chisciotte, compariva antecedentemente in un racconto delle Mille e una notte.
 
Gran Bretagna
 
Mentre in Spagna il Don Chisciotte venne quasi dimenticato fino al XVIII secolo, in Gran Bretagna venne pubblicato con successo nel 1612 la prima parte, nel 1620 la seconda e venne sempre considerata una opera fondamentale del pensiero umano.
 
Filosofia
 
Lo stile di Cervantes nel Don Chisciotte, basato sull’ironia e il paradosso, si trasformerà in seguito nel modo di ragionare in filosofia.
 
Spinoza
 
Il filosofo Spinoza fu un lettore instancabile del Chisciotte, dove ci vide il fondamento della ragione e del pensiero individualistico.
 
Goethe
 
Goethe scrisse sul Chisciotte: “Devo pensarci molto per trovare qualcosa che noi tedeschi, avremmo potuto fare meglio”.
 
Marx
 
Carlo Marx imparò apposta lo spagnolo per leggere il Don Chisciotte in lingua originale.
 
Flaubert
 
Lo scrittore francese Flaubert scrisse: “Dio, come ti senti piccolo dopo aver letto il Don Chisciotte!”.
 
Flaubert 2
 
“A proposito del romanzo di Flaubert Madame Bovary, non ci limiteremo a constatare che la signora è follemente immersa nei labirinti romantici non meno del nostro smilzo hidalgo…” (Vladimir Nabokov, Lezioni sul Don Chisciotte)
 
Gogol
 
“Quando arriveremo alle Anime Morte di Gogol, ci sarà facile discernere nella sua struttura pseudo-picaresca e nella bizzarra quest intrapresa dal suo eroe, un’eco distorta ed una parodia quasi morbosa delle avventure di Don Chisciotte”. (Vladimir Nabokov, Lezioni sul Don Chisciotte)
 
Anna Karenina
 
“… leggendo Anna Karenina di Tolstoj riconosceremo il profilo dell’onesto cavaliere in uno dei protagonisti, Levin”. (Vladimir Nabokov, Lezioni sul Don Chisciotte)

clavilegno
Unamuno

 
“L’assolutamente individuale è l’assolutamente universale” (Miguel de Unamuno, Vita di Don Chisciotte  e Sancho)
 
Numeri
 
Esistono più di cinquecento composizioni musicali sul Don Chisciotte, circa duecento film e un numero incalcolabile di disegni, stampe, quadri e sculture.
 
Spanglish
 
Così inizia il Don Quijote in spanglish (nella versione di Ilán Stavano):
 
“In un placete de La Mancha of which nombre no quiero remembrearme, vivía, not so long ago, uno de esos gentlemen who always tienen una lanza in the rack, una buckler antigua, a skinny caballo y un grayhound para el chase. A cazuela with más beef than mutón, carne choppeada para la dinner, un omelet pa’ los Sábados, lentil pa’ los Viernes, y algún pigeon como delicacy especial pa’ los Domingos, consumían tres cuarers de su income”.

Spettatori e interventisti

“C’è una scena grandiosa di un libro formidabile, che è il Don Chisciotte, in cui Don Chisciotte si scaglia contro un teatrino delle marionette. C’è un teatrino delle marionette dove ci sono i buoni e i cattivi. Don Chiosciotte parte dal pubblico, interrompe quella scena e distrugge tutti i nemici, tutti i cattivi della scena. Don Chisciotte è incapace di distinguere tra realtà e finzione. Noi siamo dei Don Chisciotte all’incontrario, incapaci di distinguere tra valori, tra realtà e finzione: rimaniamo spettatori. Il contrario di Don Chisciotte, che invece è un interventista, e non si lascia sfuggire occasione per intervenire”. (Erri De Luca)

Dostoievski
 
“In tutto il mondo non c’è nulla di più profondo, e di più forte di Don Chisciotte. E’ per il momento l’ultima e più elevata parola del pensiero umano, la più amara ironia che l’uomo potesse mai esprimere. Se la terra cessasse di esistere e là – dove che sia – domandassero agli uomini: Avete voi capita la vostra vita sulla terra? Che cosa ne avete dedotto?, l’uomo potrebbe in silenzio porgere il Don Chisciotte”. (F. Dostoievski, Diario di uno scrittore)

 

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