Osservate più spesso le stelle

di dispersioni

sistema solareNella notte tra il 18 e il 19 giugno scorso ho potuto finalmente dedicarmi alle mie prime osservazioni del cielo. Nelle settimane precedenti le condizioni atmosferiche sfortunatamente non me lo hanno mai consentito. Ma quella notte di giugno le condizioni erano perfette e così ho potuto rapidamente preparare il mio piccolo rifrattore Bresser Skylux 70/700 f10 (popolarmente conosciuto come LidlScopio) sistemato sulla sua robusta montatura equatoriale e l’ho puntato verso Giove dal balcone di casa mia.
 
L’emozione è stata grande nello scorgere, già con l’oculare da 20 mm, Giove molto ben distinto con allineati al suo equatore (inclinato) i satelliti medicei. Con il 12 mm il campo visivo si restringeva rendendo così visibile la fascia scura che attraversa orizzontalementeil gigante gassoso. 
 
giove 19 6 10 ex stellarium

La posizione di Giove e dei pianeti medicei la notte del 19 giugno (immagine ottenuta con Stellarium)

Il piccolo Bresser, dono di mio fratello, è stato quindi capace di raccogliere una quantità abbastanza sufficiente dei fotoni di luce che impiegano ben 45 minuti per percorrere i 600 milioni di chilometri che ci dividono da Giove .
 
All’incirca, lo spettacolo al quale ho assistito con il mio piccolo rifrattore, è stato lo stesso che ha meravigliato Galileo la notte del sette gennaio del 1610:
 
“Il giorno sette gennaio, dunque, dell’anno milleseicentodieci, a un’ora di notte, mentre col cannocchiale osservavo gli astri mi si presentò Giove; poiché mi ero preparato uno strumento eccellente, vidi che intorno gli stavano tre stelle piccole ma luminosissime; e quantunque le credessi del numero delle fisse, mi destarono una certa meraviglia, perché apparivano disposte esattamente secondo una linea retta e parallela all’eclittica, e più splendenti delle altre di grandezza uguale tra loro”. (dal Sidereus Nuncius di Galileo Galilei)
 
Ho provato a fotografare Giove con una piccola fotocamera digitale. Si, certo, è una foto misera (vedi qui sotto), ottenuta solo selezionando numerosi scatti  effettuati alla meglio e ponendo l’obiettivo manualmente a contatto con l’oculare del telescopio. Però è la mia prima foto di un corpo celeste e, almeno per me, possiede un certo fascino.
 

Bresser Skylux 70 700   giove 19 6 10

Il telescopio Bresser Skylux 70/700 f10 e la foto di Giove scattata il 19 giugno

Nel  Sidereus Nuncius Galileo dedica la sua scoperta dei satelliti di Giove, che battezzerà “Astri Medicei”, a Cosimo II de Medici, Granduca di Toscana, scrivendo:“Ecco dunque quattro stelle riservate al vostro inclito nome”. Pochi sanno, però, che Galileo dedicò ciascuna delle quattro lune ai quattro principi fratelli (oltre Cosimo, Francesco, Carlo e Lorenzo).
 
Le lune di Giove devono i loro rispettivi attuali nomi all’astronomo tedesco Simon Marius, contemporaneo di Galileo, che sostenne di aver scoperto in modo indipendente e per primo i 4 satelliti che denominò Io, Europa, Ganimede e Callisto, tutti nomi mitologici di amanti di Giove.
 
simon marius

L'astronomo tedesco Simon Marius

Quel 19 giugno ho terminato quasi all’alba, con grande soddisfazione, la mia prima osservazione del cielo, di Giove e dei pianeti medicei. Guardare il cielo provoca una strana sensazione di stupore. Osservare il cielo con un telescopio, anche se è solo un piccolo rifrattore, provoca poi una meraviglia ed una quiete davvero incomparabile.
 
Qualche giorno dopo la mia prima veglia astrofila mi è capitato di leggere queste bellissime parole di Pavel Florenskij sul cielo e sulle stelle, citate in un articolo dal teologo Vito Mancuso, che qui propongo alla riflessione dei miei pazienti lettori:
 
«Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso sull'animo, guardate le stelle o l'azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all'aria aperta e intrattenetevi, da soli, col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete».

Pavel Florenskij

Pavel Florenskij
 

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