I pilastri della terra di Ken Follett in tv

di dispersioni

locandina serie tv pilastri della terraNon è certamente destinata a chi ha letto il voluminoso racconto I pilastri della terra di Ken Follett la riduzione televisiva del best seller in onda in queste settimane su Sky. Le incessanti variazioni operate sulle circostanze e sugli intrecci della trama e sui personaggi, sono talmente tante nello sceneggiato televisivo, che provocano un vivo senso di fastidio e di sconcerto al telespettatore reduce dalla lettura del libro.
 
i pilastri della terraDeludenti poi anche gli interpreti dei diversi personaggi: Tom è troppo basso e il priore Philip è troppo alto, Aliena non è tanto bella e neppure ricciuta, William non sembra convinto di dover essere malvagio e stupido, mentre la sua mamma è troppo giovane, poco disgustosa nell’aspetto e affetta da sfacciate pulsioni incestuose messe lì apposta per condire lo sceneggiato televisivo. Siamo alla seconda delle quattro puntate e per adesso mi pare che solo l’attore che interpreta Jack risulti plausibile (chi ha letto il libro condividerà queste mie osservazioni!).
 
Veramente non  si riesce a capire perché gli autori del copione abbiano intrapreso una tale faticosa e dettagliata revisione del testo di Ken Follett che, così com’era, andava benissimo. L’autore sembra che, comunque, sia soddisfatto dell’arrangiamento operato sul suo libro, o almeno questo ha fatto capire nelle interviste che ho letto.
 
Tutti gli altri fortunati che non hanno letto il libro stanno godendo, invece, di uno spettacolo ben fatto, in un medioevo straordinariamente ricostruito, con bei personaggi molto ben caratterizzati, buoni attori, bei costumi, tanta azione e una bella trama.

Rufus Sewell                     Tom il costruttore Matthew Macfadyen                    Il priore Philip
Hayley Atwell                               Aliena Eddie Redmayne                               Jack

follett e l                                                             Ken Follett con l'attore Eddie Redmayne

Ho speso quasi due settimane nella lettura  de I pilastri della terra perché mi interessava moltissimo l’ambientazione fatta da Follett circa la costruzione delle cattedrali medievali. Condivido con il mio amico E. questo interesse per le cattedrali medievali e non mi poteva mancare questo libro (che lui stesso mi ha consigliato) dove il tema è trattato e ricostruito con grande competenza storica ma anche tecnologica. Inutile precisare che I pilastri della terra è solo racconto, racconto di talento certamente, costruito ingegnosamente con gli ingredienti giusti, ma lontano, molto lontano dalla letteratura.
 
Nella seconda parte del libro, certamente la più interessante, Jack lascia l’Inghilterra e intraprende un lungo viaggio verso Santiago di Compostela. Siamo nel XII secolo, Santiago è una località della Galizia che  sin dall’anno Mille è meta di un imponente pellegrinaggio che sposta centinaia di migliaia di uomini  e donne da tutta Europa verso la tomba dell’apostolo Giacomo.
 
mappa caminoDurante questa esperienza Jack entrerà in contatto con gli arditi costruttori di cattedrali francesi dell’epoca gotica, chiese elevate con le volte altissime a nervature e con gli archi ad ogiva e a sesto acuto, una rivoluzione architettonica ispirata all’arte islamica che ben presto si sarebbe diffusa fino in Spagna, in Inghilterra e in Germania. Nel racconto di Follett il geniale Jack sarà il primo a trasferire in Inghilterra le tecniche di costruzione delle cattedrali gotiche.
 
Il giovane e curioso Jack attraversa la Francia, i Pirenei e la Spagna fino a giungere a Santiago di Compostela:
 
“Jack era arrivato a Compostela al solstizio d’estate. Non aveva saputo che al mondo esistessero posti dove faceva tanto caldo. Santiago era un’altra chiesa straordinariamente alta e la navata centrale, ancora in costruzione, aveva anch’essa una volta a botte strutturata a fasce. Poi si era diretto a sud”. (pag. 724)
 
Dopo Santiago, Jack raggiunge Toledo, altro luogo emblematico dell’architettura, dell’arte e della scienza dell’epoca medievale. Qui la straordinaria convivenza tra ebrei, musulmani e cristiani consente la diffusione delle scienze esatte e della filosofia mediate dalle scuole e dalle traduzioni dall’arabo e dal’ebraico. A Toledo Jack studia la geometria di Euclide.
 

antica cattedrale di santiago conclusa nel 1128La cattedrale di Santiago di Compostella nell'anno 1128 (mia foto del modellino esposto nel museo della cattedrale) portico-de-la-gloriaIl Portico della Gloria della Cattedrale di Santiago

Poi per Jack, di ritorno in Francia, è tempo di confrontarsi con i costruttori di cattedrali gotiche: Lessay, Cluny e, infine, la cattedrale di Saint Denis la più recente e straordinaria costruzione dell'epoca:
 
“Jack entrò nella cittadina e fermò la cavalla al centro della piazza del mercato per guardare la facciata occidentale della chiesa. Non aveva nulla di rivoluzionario … all’interno si verificava un cambiamento immediato. Jack alzò gli occhi e provò un’ondata di emozione … Si avviò lungo la navata laterale sud. Quando fu più vicino, si accorse di avere davanti qualcosa di straordinario. La luce del sole entrava … il sole fluiva dalle fila di finestre altissime… era impressionato. Come c’erano riusciti, se non ricorrendo alla magia?”. (pag. 734 e 735)

catedral de LeonLa facciata della cattedrale di Leon (Spagna) vidrieras leonLa volta della cattedrale di Leon e le bellissime vetrate policrome
saint denis facciataLa facciata delle cattedrale di Saint Denis saint denis navataLa navata e le volte di Saint Denis

 
Aliena seguirà le tracce di Jack lungo tutto il camino di Santiago. Tra le sue braccia il figlio di Jack. In Francia si ritroveranno e insieme faranno ritorno a Kingsbridge. Jack riporterà in patria l’esperienza culturale di questo grande viaggio e le tecniche giuste per costruire una grande cattedrale gotica.
 
Chiuso il massiccio volume di Ken Follett, lasciato Jack a Kingsbridge nel travagliato medioevo inglese del XII secolo, dove ha ormai finito di costruire la sua chiesa, continuerò ad approfondire la storia e il significato delle cattedrali gotiche. Proseguo innanzitutto con un libro che da tempo desidero leggere: il famoso Il mistero delle cattedrali del filosofo ed alchimista Fulcanelli; poi sarà la volta del ponderoso volume  dello scrittore Julio Llamazares intitolato Las rosas de piedra, il racconto di un viaggio nel tempo e nella geografia della Spagna attraverso le sue cattedrali, prime fra tutte quella di Santiago di Compostela e quella bellissima di Leon, dalle straordinarie vetrate policrome.
 
Fulcanelli inizia il suo libro descrivendo la forte impressione che ci provoca la vista delle cattedrali gotiche, che definisce “bei libri di immagini che elevano verso il cielo le loro foglie scolpite di pietra” dove “ci sentiamo immediatamente trasportati, estasiati, pieni di ammirazione, incapaci di sottrarci all’attrazione del meraviglioso, alla magia dello splendido, dell’immenso, del vertiginoso, che ci trasmette quest’opera più divina che umana”.

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