Giù le mani dall’acqua di Alex Zanotelli

di dispersioni

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Venerdì 3 dicembre ore 17,30. La sala ricavata negli angusti spazi della piccola cartolibreria è affollatissima. Tutti aspettiamo Alex Zanotelli che ci spiegherà ancora una volta perché l’acqua è di tutti. L’occasione è la presentazione del suo recente libretto “Giù le mani dall’acqua” (ed. EMI, euro 5) dove raccoglie articoli e documenti che testimoniano il suo fortissimo impegno di lotta contro la privatizzazione dell’acqua.
 
Prendo posto e, nell’attesa, sfoglio il volumetto. Già conosco gran parte degli articoli, alcuni li ho a suo tempo pubblicati proprio in questo mio blog.
 
C’è la bellissima lettera che Zanotelli scrisse a Veltroni, da poco eletto segretario del PD nel 2008, richiamandolo ad un impegno preso in Africa, rimproverandolo perché il programma del PD prevedeva la privatizzazione delle reti idriche ed esortandolo a battersi perché l’acqua non sia una merce: “Caro Walter – scrive Zanotelli – sull’acqua ci giochiamo tutto, ci giochiamo la nostra stessa democrazia, ci giochiamo il futuro del pianeta”, e c’è anche la risposta di Veltroni, vuota e vergognosa, che arriva ad affermare: “solo le aziende industriali… sono realmente capaci di raggiungere sufficienti economie di scala e di scopo”.

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Il libro raccoglie anche il durissimo articolo del 19 novembre 2009 dove padre Zanotelli arrivò a lanciare un solenne ed amaro “Maledetti voi…!” verso coloro che votarono in parlamento per la privatizzazione dell’acqua: “Non posso usare altra espressione… che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca nei confronti dei ricchi…”. Parole terribili e giuste, cadute nel deserto dell’indifferenza dei mezzi di comunicazione (tutti) e dei partiti (tutti) verso la privatizzazione.
 
Alle 18 Alex Zanotelli giunge in sala. Inizia subito con foga e con passione a fornire dati, informazioni, notizie su cosa significa rendere merce un bene naturale di tutti come l’acqua; parla dell’irresistibile potere delle multinazionali, dell’asservimento di tutti i poteri alla forza del denaro e del profitto; degli sprechi, del nostro futuro, del valore della sobrietà, del valore delle battaglie e delle lotte condotte dal basso da tutti i cittadini, del valore della disubbidienza civile e della politica vera e, fatto importantissimo, ci dice che sono state raccolte 1,4 milioni di firme a favore del referendum  per l’abrogazione della normativa per la privatizzazione dell’acqua.

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Un grandissimo successo la raccolta di firme, ma il referendum è in pericolo – avvisa Zanotelli – a causa della contingenza politica (crisi ed eventuali elezioni) mentre inesorabilmente il 31 dicembre si avvicina e, da quella data, dovrà essere realizzata la privatizzazione delle risorse idriche nazionali.
 
Mentre Zanotelli parlava ed un pubblico assorto ed attento lo ascoltava, ho provato a scattargli qualche foto. Nel mentre, osservavo con attenzione, attraverso l’obiettivo, questo anziano e combattivo prete, per anni missionario in Africa nei peggiori slums di Nairobi, una vita intera dedicata non solo al prossimo ma agli ultimi della terra, lottando e denunciando i poteri forti, gli oppressori, sempre e instacabilmente.
 
Osservandolo in alcune sue espressioni, che ho tentato di fotografare e che qui propongo, mi sono reso conto di quanto sia importante per tutti noi il solo fatto che esista un uomo come Alex Zanotelli, un uomo capace di farsi simbolo di una lotta come questa per l'acqua, capace di vedere lontano con la propria profondissima fede, capace di parlare alle nostre coscienze ma anche di smuovere il nostro impegno civile e politico, capace di testimoniarci, con ogni sua parola, che un mondo diverso e più giusto è necessario e possibile.
 
Alex Zanotelli è un uomo, uno dei pochissimi oggi, degno della nostra ammirazione.

Zanotelli AlexAlex Zanotelli il 3 dicembre 2010 (mie foto)

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