Tu non c’eri di Erri De Luca

di dispersioni

Erri De Luca tu non c
Tu non c’eri, di Erri De Luca (ed. Dante & Descartes), è un intenso e toccante dialogo interiore di un figlio con il proprio padre, in sei brevissime scene. In poche decine di pagine, attraversate da una scrittura netta, che intaglia le parole in frasi precise, sempre al limite della poesia, Erri De Luca ci avvicina ad un uomo che cerca, sulle pareti di una montagna, i segni lasciati dall’assenza del proprio padre. 
 
Nel rimbalzare dei rimproveri e delle accuse del figlio, il padre spiega e oppone la storia di una vita diversa e lontana, consegnata all’impegno politico e poi rivoluzionario, fino alla lotta armata conclusa nei lunghi anni del carcere. Ma le parole del padre non potranno mai lenire il dolore del flglio.
 
"Me la sono dovuta cavare senza padre. Ma non ero orfano, portavo il tuo lutto ma tu c’eri, da qualche parte. Mi hai escluso dalla tua vita".
 
Nelle ultime due scene il dialogo si fa serrato mentre la distanza tra padre e figlio è incolmabile: dopo la prigione, tra loro si interpone prima la montagna, dove il padre si rifugia, e poi la morte.
 
Tu non c’eri è la storia di una dolorosa assenza che il dialogo e il confronto tra vite lontane e diverse rende inconciliabili. O forse no? Il dialogo interiore del figlio con il padre finisce per contenere le ragioni del padre, accettandole le legittima senza comprenderle. Ma non ha importanza, il figlio comunque spenderà in contanti tutto il suo amore per il padre nella vita che si perpetua.
 
La lettura diTu non c’eri non lascia indifferenti perché è una profonda, commovente riflessione sull’essere figli, sul diventare padri e sulla forza dell'amore tra padri e figli.

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