La letteratura secondo Mario Vargas Llosa

di dispersioni

Mario Varga Llosa en Estocolmo
La letteratura è una rappresentazione illusoria della vita che, tuttavia, ci aiuta a capirla meglio, ad orientarci nel labirinto nel quale nasciamo, viviamo e moriamo. Questa ci risarcisce dei rovesci e delle frustrazioni che ci infligge la vita reale e grazie ad essa decifriamo, almeno parzialmente, il geroglifico che è l’esistenza per la maggior parte degli esseri umani, innanzitutto per quelli di noi che sentiamo più dubbi che certezze, e che confessiamo la nostra perplessità davanti a temi quali il trascendente, il destino individuale e collettivo, l’anima, il senso o il nonsenso della storia, i limiti della conoscenza razionale.

[…]
Un mondo senza letteratura sarebbe un mondo senza desideri nè ideali nè possibilità di ribellarsi, un mondo di automi privi di quello che rende un essere umano veramente umano: la capacità di uscire da se stesso e trasformarsi in altro, in altri, modellati con l’argilla dei nostri sogni.
[…]
Perciò dobbiamo continuare a sognare, a leggere ed a scrivere, la maniera più efficace che abbiamo trovato per alleviare  la nostra condizione mortale, sconfiggere il logorio del  tempo e trasformare in possibile l’impossibile.
 
Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura. Dal discorso letto a Stoccolma il giorno 8 dicembre 2010 (mia traduz.).

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