Prestigio del silenzio

di dispersioni

Enzo Bianchi priore di Bose"Il grande primato qui, nella Comunità di Bose, è della vita comunitaria, della preghiera, della meditazione. Si prendono le distanze dagli altri per poi accoglierli meglio. La solitudine ed il silenzio rigenerano. Quando incontri il prossimo, sei forgiato in una differenza e nella semplicità. Puoi mettere a disposizione un’intelligenza, un ascolto e un’attenzione diverse. Qui la nostra vita è sottomessa gli uni agli altri, contro il dominio, contro il possesso e la voracità consumistica." (Enzo Bianchi, dall’intervista al Venerdì di Repubblica del 20 giugno 2008).
 
"Dobbiamo confessarlo: abbiamo bisogno del silenzio! Ne abbiamo bisogno da un punto di vista prettamente antropologico, perché l’uomo, che è un essere di relazione, comunica in modo equilibrato e significativo soltanto grazie all’armonico rapporto tra parola e silenzio. Ma ne abbiamo bisogno anche dal punto di vista spirituale. Per il cristianesimo il silenzio è una dimensione non solamente antropologica, ma teologica: solo sul monte Oreb, il profeta Elia sentì prima un vento impetuoso, poi un terremoto, quindi un fuoco e, infine “la voce del silenzio sottile” (I Re 19,12): come udì quest’ultima, Elia si coprì il volto con il mantello e si mise alla presenza di Dio. Dio si fa presente ad Elia nel silenzio, un silenzio eloquente. La rivelazione del Dio biblico non passa solo attraverso la parola, ma avviene anche nel silenzio (…) Il Dio che si rivela nel silenzio e nella parola esige dall’uomo l’ascolto, e all’ascolto è essenziale il silenzio.
Purtroppo oggi il silenzio è raro, è la cosa che più manca all’uomo moderno assordato dai rumori, bombardato dai messaggi sonorie visivi, derubato della sua interiorità, quasi scalzato via da essa. E sempre ‘quando diminuisce il prestigio del linguaggio aumenta quello del silenzio‘ (Sontag)." (da Enzo Bianchi, Le parole della spiritualità, per un lessico della vita interiore)

"Il silenzio è pesante da portare" (M. Yourcenar)

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