Troppi libri sono dispersivi

di dispersioni

Ilustración de MaxTroppi libri sono dispersivi, e allora forse bisognerebbe tornare agli insegnamenti dei Padri della Chiesa che molto hanno meditato sul modo in cui bisogna leggere affinchè dalla lettura si ricavi il giusto giovamento intellettuale e spirituale. 
 
Lucio Coco con il volume La lettura spirituale, uscito da Sylvestre Bonnard, nobilissima casa editrice vocata alla creazione di libri che parlano del libro, ha appositamente tradotto e pubblicato una serie di testi di scrittori cristiani che, tra medioevo ed età moderna, hanno dedicato la propria riflessione all’amore per la lettura ed i libri.

Coco lettura spirituale
L’ultima parte del libro di Coco, la più cospicua, riporta l’interessante quinto libro dei Trattati ascetici del religioso, teologo e filosofo Giulio Negroni (1553-1625) dedicato a modalità, tempi, fini  e vantaggi della lettura spirituale .
 
La riflessione del gesuita genovese prende avvio proprio dalla Lettera a Lucilio di Seneca (richiamata qui ) per poi rivolgere l’attenzione a pensatori ed a religiosi che, consci dell’infinito numero dei libri e dei pericoli che tale infinito numero può comportare per coloro che desiderano leggere e sapere, propongono la lettura lenta e attenta del testo: la ruminatio
 
Dal libro di Coco trascrivo una citazione sui molti libri  e due esempi di saggia pratica della ruminatio:
 
Infinito è il numero dei libri
 

 “Ci sono quelli che vogliono leggere tutto; tu non gareggiare con costoro. Ti basti quello che hai. Non ti interessi se non hai letto tutti i libri. Infinito è il numero dei libri. Tu non stare dietro l’infinito, dove non c’è fine e non può esserci requie”. (Giulio Negroni cita Ugo di san Vittore, pag.314)
 
Trasformarsi in uccello spirituale
 
La santissima Silvania “non superficialmente o casualmente leggeva con diligenza ogni libro sette otto volte. Perciò con il beneficio di questi scritti potè elevarsi in alto, trasformatasi in uccello spirituale”. (pag. 320)
 
La pecora che non rumina…
 
Giovanni Jimenez, coadiutore della Compagnia di Gesù e uomo obbediente e dotato di qualità spirituali, viene lodato da Luis de la Puente perché si accontentava di pochi libri. Infatti durante i diciassette anni che visse nella Compagnia, lesse solo due libri: le Lettere di santa Caterina da Siena e la Vita di Cristo Signore di Ludolfo il Certosino. Egli trasse un meraviglioso profitto da quelle letture, poiché dopo aver letto alcune righe diceva: “Adesso andiamo a ruminarle: la pecora che non rumina non ingrassa”. (pag. 321)

Manguel una historia de la lecturaSul grande mistero del piacere della lettura, propongo una citazione riportata da Alberto Manguel nel suo bellissimo Una historia de la lectura (uscito in italiano da Feltrinelli): “Cos’è questa emozione che sento? – si domanda la scrittrice britannica Rebecca West (1892 -1983) dopo aver letto Re Lear – Che cos'è questo potere che le grandi opere d’arte  hanno sulla mia vita e che mi fa sentire tanto felice?”, e Manguel prova a rispondere scrivendo: “Non lo sappiamo: leggiamo nell’ignoranza.”    
 
A la orilla del conocimiento de Pablo Ransa 2004Infine, concludo con una immagine che vale più di tante parole. Il quadro che riproduco qui sopra mi è capitato di vederlo al museo del libro di Urueña (Valladolid – Spagna). Il titolo di questa emblematica opera del pittore Pablo Ransa è "A la orilla del conocimiento" (al bordo della conoscenza). Il senso di impotenza e disperazione che trasmette questo strano quadro mi provoca un forte sgomento.

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– Le pagine del sito di Lucio Coco dedicate al volume La lettura spirituale >> qui

– Vedi anche il mio post sul libro di Lucio Coco L'atto del leggere, il mondo dei libri e l'esperienza della lettura nelle parole dei padri della chiesa >> qui
 
– Sulla bellissima Urueña, cittadina medievale del  libro vedi >>  qui  (in spagnolo)

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