Una fatina nel sogno di Sylvestre Bonnard

di dispersioni

Sylvestre BonnardSapere non serve a nulla, immaginare è tutto. Non esiste nulla al di fuori di ciò che si immagina; io sono immaginaria. Penso che questo significhi esistere! Mi si sogna e io appaio! Tutto non è altro che sogno e, dato che nessuno sogna di voi, Sylvestre Bonnard, siete voi che non esistete. Io incanto il mondo, io sono ovunque, su un raggio di luna, nel fremito di una fonte nascosta, nel fogliame frusciante che canta, nei bianchi vapori che ogni mattino si levano dalle depressioni delle praterie, in mezzo alle brughiere rosate, ovunque!… Basta vedermi per amarmi. Si sospira, si freme sulla traccia leggera dei miei passi che fanno cantare le foglie morte. Faccio sorridere i bambini, infondo spirito alle nutrici più ottuse; china sulle culle, diverto, consolo e assopisco; e voi dubitate che io esista! Sylvestre Bonnard, i vostri caldi panni ricoprono la pelle di un asino.
 
Da: Il delitto dell’accademico Sylvestre Bonnard di Anatole France – ed. Mini Biblioteca Peruzzo  – pag. 160-161

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