Il tempo e l’educazione secondo Sylvestre Bonnard

di dispersioni

Le crime de Sylvestre Bonnard
“Credo che l’uomo non sia padrone del tempo, che è la vita stessa, se non quando lo divide in ore, in minuti e in secondi, ossia in particelle proporzionate alla brevità dell’esistenza umana". (pag. 138)
 
“Il tempo che Dio concede a ciascuno di noi è come un tessuto prezioso che ricamiamo come meglio possiamo”. (pag. 139)
 
“Non siamo su questa terra per divertirci e fare tutto tutto quello che ci passa per il capo”.
“Siamo su questa terra” risposi vivacemente “per godere del bello e del bene e per fare tutto quanto ci passa per il capo, se si tratta di idee nobili, spirituali e generose. Un’educazione che non sviluppa la volontà è un’educazione che deprava le anime. L’educatore deve insegnare a volere”. (pag. 276)
 
“Non si impara divertendosi”.
“Si apprende solo divertendosi”, ribattei. “L’arte di insegnare non è altro che l’arte di stimolare la curiosità dei giovani per poi soddisfarla,  e la curiosità è viva e sana solo negli spiriti felici. Le conoscenze che si introducono forzatamente nelle loro intelligenze le soffocano e le ottundono. Per digerire il sapere bisogna averlo ingerito con appetito”. (pag. 277)

Da: Il delitto dell’accademico Sylvestre Bonnard di Anatole France – ed. Mini Biblioteca Peruzzo

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