Il libro dei libri perduti di Stuart Kelly

di dispersioni

Kelly il libro dei libri perdutiA pagina 144 del Libro di candele, 276 vite in due o tre pose, Eugenio Baroncelli riporta una brevissima biografia che mi ha molto incuriosito, intitolata Stuart Kelly, cacciatore di fantasmi. Eccola riprodotta:
 
“Nato nel 1972, ha studiato lingua e letteratura inglese a Oxford. Vive con sua moglie nella nebbiosa Edimburgo propizia ai fantasmi, dove collabora alla pagina letteraria della ‘Poetry Review’. Nel 2005 ha pubblicato un libro da non perdere: Il libro dei libri perduti.”
 
Da buon lettore insaziabile, avviato verso una felice ossessione per i libri sui libri, come potevo non desiderare questo volume tanto promettente già nel titolo: Il libro dei libri perduti?
 
E l'acquisto, seguito da una pronta lettura, non delude certamente. Stuart Kelly con questo sua preziosa opera, avvia il lettore ad una erudita, colta e brillante caccia ai fantasmi dei libri perduti. “Il libro dei libri perduti – ci dice l'autore nell’introduzione – è una storia alternativa della letteratura, un epitaffio e una veglia, una biblioteca ipotetica e un’elegia a ciò che sarebbe potuto essere.”
 
Si comincia così con Omero, Esiodo, Saffo e passando per Tasso, Shakespeare e Cervantes, si giunge a Gogol, Zola, Kafka, Bruno Schulz (l’incredibile autore delle Botteghe color cannella la cui scoppiettante scrittura da tempo mi tiene prigioniero), fino ad approdare, per ultimo, al caleidoscopico Georges Perec.
 
In totale 61 autori, raccontati in 61 brevi ma densi capitoletti, appartenenti alle più disparate letterature, con una certa ed ovvia predilezione per gli scrittori anglosassoni.
 
Anche per gli autori per i quali si ritiene di possedere buone conoscenze, Stuart Kelly riesce sempre a sorprendere il lettore, presentando aspetti poco conosciuti ovvero interpretazioni e punti di vista inusuali e sempre molto originali.
 
Molto interessanti le pagine sui tragici greci, ma anche quelle su Dante e sul mistero degli ultimi tredici canti della Commedia, mentre le pagine sul reverendo  Laurence Sterne mi hanno convinto sull’inevitabilità della mia prossima dedizione al Tristram Shandy e al Viaggio sentimentale.
 
I libri sui libri spingono il lettore curioso verso altri libri e nuove letture, in un gioco affascinante ed ipnotico che ci precipita nell’universo parallelo dei libri, in un viaggio che non potrà mai avere confini se non quelli effimeri delle nostre fragili vite destinate all’oblio.

– Il mio post sul Libro di candele di Eugenio Baroncelli >> qui

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