Per Enzo

di dispersioni

Juan Ramón Jiménez y Mamá Pura, en Moguer hacia 1925

Il poeta Juan Ramón Jiménez e sua madre, Mamá Pura, a Moguer nel 1925

Dalla scorsa notte Ninuccia, la mamma di Enzo, il mio grande amico Enzo, ci ha lasciati per sempre.
 
Traduco per Enzo dei versi di Juan Ramón Jiménez, un poeta che ha amato sempre moltissimo sua madre, da lui chiamata affettuosamente Mamà Pura.
 
Juan Ramón Jiménez morì in esilio, lontano dalla sua Spagna, lontano da Moguer, il suo tanto amato paesino andaluso dove nacque, e prima di spirare le sue ultime parole furono “Madre…! Moguer…! Madre…! Moguer…!”. Queste furono le sue parole, sussurrate e gridate, prima del suo viaggio definitivo, parole di nostalgia, di desiderio di rincontrarsi con le sue radici, con sua madre.
 
Il viaggio definitivo è il titolo di questi versi, e mentre traducevo mi sentivo vicinissimo all’immenso dolore del mio amico che solo il canto degli uccelli potrà forse lenire.
 
 
El viaje definitivo
Juan Ramón Jiménez
 

Y yo me iré. Y se quedarán los pájaros cantando;
y se quedará mi huerto, con su verde árbol,
y con su pozo blanco.

Todas la tardes, el cielo será azul y plácido;
y tocarán, como esta tarde están tocando,
las campanas del campanario.

Se morirán aquellos que me amaron;
y el pueblo se hará nuevo cada año;
y en el rincón aquel de mi huerto florido y encalado.
mi espíritu errará, nostálgico…

Y yo me iré; y estaré solo, sin hogar, sin árbol
verde, sin pozo blanco,
sin cielo azul y plácido…
Y se quedarán los pájaros cantando.
 
Poemas agrestes (1910-1911)
 
 

Il viaggio definitivo
di Juan Ramón Jiménez
 

E io me ne andrò. E rimarranno gli uccelli a cantare;
e resterà il mio orto, con il suo verde albero,
e con il suo bianco pozzo.
 
Tutte le sere, il cielo sarà azzurro e placido;
e suoneranno, come questa sera suonano,
le campane del campanile.
 
Moriranno coloro che mi amarono;
e ogni anno il paese rinascerà;
e in quell’angolo bianco e fiorito del mio orto
il mio spirito vagherà, pieno di nostalgia…
 
E io me ne andrò; e resterò solo, senza casa, senza verde
albero, senza pozzo bianco,
senza cielo azzurro e placido…
E rimarrano gli uccelli a cantare.
 
Da: Poemas agrestes (1910-1911)

Annunci