Varie ed eventuali (italiani compresi)

di dispersioni

macelleria  
 Si danza sull’orlo dell’abisso
 
“Oggi l’economia reale, con gli scambi di beni e servizi concreti, non rappresenta che il 2,2 per cento degli scambi finanziari. In cifre sta per 44 mila 800 miliardi appena, a fronte di un volume globale annuo di 2 milioni 69 mila e 300 miliardi di dollari.
 
Come in un enorme videogioco sulle piazze affari, in certi giorni, gli scambi equivalgono a dieci volte il PIL mondiale. Si danza sull’orlo dell’abisso…”
 
(Da un articolo di Simone Paliaga uscito su “IL” mensile del Sole 24 ore, numero 33, settembre 2011)
 
 
L’euro: ovvero tutto e niente
 
“Se volete capire perché l’euro è nei guai, dimenticate per un momento la crisi del debito e i titoli di stato e guardate le banconote: di solito sulle valute nazionali sono raffigurati luoghi e persone reali. Sui biglietti da un dollaro campeggia George Washington, mentre sulle banconote da cento rubli c’è il teatro Bolshoi. Ma l’identità europea è troppo debole. La scelta di un luogo o di un personaggio reali, inevitabilmente legati a una sola nazione, avrebbe scatenato infinite polemiche. Così i leader europei hanno optato per immagini indefinite, che rappresentano tutto e niente.”
 
(Da un articolo del Financial Times pubblicato su Internazionale n.916  del 23 settembre 2011)
 
 
Italia, il Paese indebitato che l’Europa non salverà
 
“Il nostro debito pubblico è pari al 120 per cento del Pil, parliamo di una cifra enorme, quindi: 1.800 miliardi di euro. Per capire bene quanto sia grande, basta dire che è più della somma complessiva del debito di Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda. Nei prossimi cinque anni, l'Italia dovrà rifinanziare la bellezza di 900 miliardi di euro, la metà del debito complessivo.

Dato che in dieci anni il Paese è cresciuto in media lo 0,2 per cento, contro l'1,1 per cento del resto d'Europa, ridurre il debito risparmiando è difficile. Ogni anno dunque ci s'indebita per pagare gli interessi pari a 75 miliardi di euro, il 5 per cento del Pil nazionale o il 10 per cento della spesa pubblica.
 
Ogni aumento percentuale del tasso d'interesse, cosa avvenuta questo mese, li fa crescere di ben 35 miliardi l'anno. Che significa tutto ciò? Che se i mercati decideranno di non prestarci soldi, come è avvenuto per Grecia, Portogallo e Irlanda, non sarà possibile varare un piano di salvataggio: L'Europa unita non ha a disposizione tanto denaro.

Morale: se il governo non agisce subito, imponendo una tassa patrimoniale una tantum pesantissima dalla seconda casa in poi per ridurre il debito, rischiamo proprio di finire come i vicini greci.”
 
(Loretta Napoleoni su "Il Venerdì" di Repubblica del 22 Luglio 2011)
 
 
Il compito dell’italiano
 
“La Natura o, se vogliamo, la Civiltà ha dato all’italiano un gran compito: quello di sopravvivere”
 
(Ennio Flaiano)
 

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