Dio è un matematico di Mario Livio

di dispersioni

livio dio è un matematico

La matematica è utilizzata dagli scienziati per descrivere e spiegare il mondo, la vita, il cosmo ed è usata anche per spiegare fenomeni sociali, economici e finanziari oltre che  per costruire ponti, edifici o per calcolare la rotta di una navicella spaziale. Diamo per scontato che funzioni, ma il perché funziona la matematica è un enigma millenario: ci si domanda da oltre due millenni se la matematica sia un’invenzione, una creazione della mente umana ovvero una scoperta, cioè se sia qualcosa che esiste indipendentemente da noi.
 
Il numero di ottobre della rivista Le Scienze riporta su questo tema un interessante articolo dell’astrofisico teorico e grande divulgatore Mario Livio, intitolato proprio Perché la matematica funziona.  L’articolo nel proporre una affascinante riflessione sulla natura della matematica evidenzia, in particolare, come concetti matematici puramente teorici, non finalizzati ad alcuna applicazione pratica,  si rivelano a distanza di decenni o di secoli, come soluzioni inaspettate a problemi della realtà fisica.
 
Per  approfondimenti Mario Livio rinvia al proprio libro Dio è un matematico (ed. Rizzoli) ed io approfondisco!
 
Inizio col dire che nella traduzione italiana il titolo del libro perde misteriosamente il punto interrogativo (quello originale è Is Got a Mathematician?) e leggendo il libro a pagina 13 si capisce anche il perché di quel punto interrogativo, ma l’editore italiano, come troppo spesso accade quando si traducono i titoli, ha deciso diversamente, trasformando proditoriamente  una domanda in una affermazione.
 
le scienze ott
Dio è un matematico è un libro di piacevolissima lettura, avvincente come un romanzo, dove viene raccontata  l’avventurosa storia della matematica tentando di dare una risposta alla domanda se la matematica si inventa o si scopre e, quindi, del perché sia tanto straordinariamente efficace nel descrivere la natura.
 
Attraverso una completa panoramica sul pensiero matematico da Pitagora ai giorni nostri, Livio ricostruisce il dibattito e le argomentazioni tra platonici, secondo i quali i concetti matematici sono oggettivamente veri ed universali, esistono e devono essere solo scoperti, ed i formalisti,  convinti che la matematica  sia risultato dell’invenzione del pensiero umano.
 
L’evoluzione del pensiero matematico prende avvio dal mistico Pitagora e da Archimede, il primo vero cultore della matematica, seguito, per importanza, da Galileo, colui che per primo scoprì che la matematica è il linguaggio e la grammatica della scienza. Newton e Cartesio fornirono risposte diverse alla domanda circa la natura della  matematica, sperimentale e applicativa per il primo, filosofica per il secondo. Per entrambi, comunque,la matematica è riconducibile ad una volontà e a un disegno divino. Newton, in particolare, concluse che Dio creatore aveva generato un mondo fisico governato da leggi matematiche.
 
art Livio
Il racconto di Mario Livio prosegue con gli statistici e i probabilistici che utilizzano l’enorme sviluppo della  matematica per applicarne i principi ed interpretare così i fenomeni biologici, sociali ed economici,  fino alla nascita delle geometrie non euclidee che aprono lo sguardo a nuovi mondi diversi dalla realtà fisica.
 
Ultima tappa è quella in cui la matematica risulta riducibile alla logica e alla filosofia, dove i principi matematici ed i numeri rispondono alle leggi fondamentali del ragionamento, fase questa che si conclude con l’attuale diffusione ed onnipresenza della matematica e delle sue applicazioni in tutti gli aspetti del mondo quotidiano.
 
Resta l’enigma dal quale siamo partiti: la matematica si inventa o si scopre? Livio giunge alla conclusione che, essendo la matematica parte della cultura umana, di fatto è costituita da un complesso amalgama di invenzioni e scoperte finalizzate alla comprensione delle leggi universali della natura, invenzioni e scoperte che funzionano proprio perché ci sono leggi universali da scoprire.
 
Il fisico inglese James Jeans (1877-1946), profondamente impressionato dall’onnipotenza e dall’onnipresenza della matematica e della sua efficacia nel descrivere i fenomeni fisici, disse nel 1930: “Sembra che l’universo sia stato progettato da un matematico puro”.  La domanda sembra quindi pertinente: Dio è un matematico?

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