La mia vera vocazione: la lettura dei libri

di dispersioni

“Quando leggiamo, il nostro io si confonde con le cose, dismette la sua presenza ma se ne riappropria, più arricchito e più innamorato della vita. È un mistero che non si spiega e che tiene acceso il desiderio di vivere”

Riporto questa interessante riflessione dedicata ai libri e al piacere della lettura tratta da un breve articolo di Eugenio Scalfari pubblicato sull’Espresso andato in edicola il 20 ottobre scorso. L’articolo, una delle cose  più belle che mi sia capitato di leggere quest’anno, è intitolato La lucciola che è in noi ed inizia così:

“A parte i tanti giornali che leggo ogni giorno per il mio piacere e anche per dovere d’ufficio, non trascuro quella che considero la mia vera vocazione: la lettura dei libri. (…) E poiché oltre a valutare i libri che leggo mi interessa molto studiare quale tipo di stimoli, di curiosità e di scoperte essi mi procurano, è proprio questo il tema che ora voglio trattare intrattenendomi con voi che siete miei abituali lettori…”

Scalfari ci racconta del suo piacere nell’avere contemporaneamente più stimoli intellettuali attraverso letture sui temi più disparati, quali letteratura, sociologia, fisica teorica, in quanto l’effetto della lettura contemporanea di autori e soggetti così diversi tra loro, provoca una molteplicità di domande, un intreccio di linguaggi, un rapporto assai complesso tra la logica e la fantasia che tengono acceso il mistero e il desiderio della nostra vita, illuminando così la piccola lucciola che noi siamo.

Leggo e rileggo l’articolo di Scalfari e mi piace trovarvi un autorevole sostegno, un conforto e un valido incoraggiamento alla mia vera vocazione ed a queste mie pagine che ne sono, insieme, strumento e testimonianza di riflessione ed approfondimento.

Leggi l’articolo di Scalfari >> qui

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