L’Italia che va a scuola di Salvo Intravaia

di dispersioni


Se i nostri ministri tecnici avessero letto L’Italia che va a scuola di Salvo Intravaia (ed.Laterza) non avrebbero sottratto, nel recente provvedimento detto di spending review,  ben 200 milioni di euro all’Università per finanziare la scuola privata e neppure avrebbero tagliato cattedre nelle scuole del Mezzogiorno  ma, forse, avrebbero preferito combattere con misure rapide ed efficaci la dispersione scolastica perché questa, come documenta Intravaia, ci costa ogni anno ben 4 miliardi di euro.

Procedere in tal senso non sarebbe stato neppure difficile, sarebbe bastato dare efficaci poteri in merito ad un oscuro sottosegretario del ministero dell’Istruzione, chissà come capitato in questo governo, che l’argomento lo conosce benissimo: Marco Rossi Doria.

Ma il buon Marco Rossi Doria nel contesto di questo governo può, potrà e potrebbe fare ben poco, quindi ritorniamo al libro di Intravaia che, comunque, spiega come la dispersione scolastica sia aumentata negli ultimi anni del 22%, aggiungendo così un altro miliardo di costi da sopportare.

Dico subito che questo libro di Intravaia è prezioso per poter capire cosa sia la scuola “reale” in Italia, una macchina “che vede impegnati oltre un milione e 100 mila impiegati – dirigenti, docenti e non docenti – in attività in 42 mila plessi scolastici frequentati da oltre 7 milioni e 800 mila alunni”.

Il libro procede analiticamente toccando tutti gli aspetti del sistema scolastico che occorre conoscere per farsi un’idea precisa di come funziona la scuola: ci sono capitoli dedicati ai docenti, agli alunni, ai presidi, ai disabili, ai genitori, ai bidelli, agli edifici scolastici “sgarrupati” e alla scuola privata. Niente è dimenticato da Intravaia.

In ciascun  capitolo sono documentate assurdità burocratiche, contraddizioni, ritardi, sprechi, occasioni mancate e relative origini del tutto, in un crescendo veramente preoccupante ed angosciante.

Emblematico il dato riportato sulla spesa per alunno nel nostro Paese nel 2009:  1.461.euro nelle regioni settentrionali, 1.387 in quelle centrali e solo 716 euro nel Mezzogiorno, ovvero meno della metà di quanto speso al Nord!

Ma il problema più grande evidenziato in questo libro è dato dalla constatazione (e dimostrazione) dell’assoluta mancanza di competenze e di conoscenze reali sul sistema scolastico che hanno manifestato da sempre tutti i ministri che si sono succeduti e tutti coloro che hanno preso decisioni sulla scuola, con effetti sempre più devastanti e irreversibili.

Analisi come queste ci convincono che nostro Paese non esiste un vero modello educativo e scolastico e che, di fatto, nessun governo ha mai veramente creduto che l’educazione è il vero motore dello sviluppo.

 Scrive Intravaia: Quando si afferma che coloro che legiferano non hanno la più pallida idea di cosa sia la scuola reale, vorremmo tanto essere smentiti.

————————————————————————
Sul tema vedi i miei post precedenti su:

  • L’indagine PISA 2009 >> qui
  • Ricerca, innovazione e sviluppo del capitale umano >> qui
  • Il libro Il capitale umano di Cipollone e Sestito (ed. il mulino) >> qui
  • Chi è Marco Rossi Doria?  >> qui
Annunci