Il cammino per Santiago di Emilio Estevez e una preghiera del pellegrino

di dispersioni


Nonostante le numerose critiche negative ricevute, credo che Il cammino per Santiago del regista Emilio Estevez sia un onesto e sincero film sul pellegrinaggio a Santiago di Compostella che merita di essere visto.

Per coloro che come me hanno compiuto il Camino de Santiago sono certo che questo film ha prodotto anche una certa emozione nel rivedere i paesaggi, nel riconoscere i luoghi, nel ricordare l’esperienza indimenticabile di questo pellegrinaggio.

Emilio Estevez, figlio dell’attore americano Martin Sheen protagonista del film, ha confezionato un prodotto interessante anche perché ricostruisce così com’è la realtà quotidiana del Camino, fatta di pellegrini diversi per provenienza e motivazioni, di ostelli, di amicizie, di riti come quello della timbratura delle credenziali ad ogni tappa, di fatica, fino alla grande gioia dell’arrivo a Santiago.

Gli attori del film sulla collina di Gozo

Il film è anche una testimonianza sugli incontri, sull’amicizia, sull’amicizia speciale che nasce tra coloro che percorrono il Camino, sul rispetto delle diversità ed è anche una occasione per riflettere sul senso della vita.  Splendida, poi, la colonna sonora.

La chiesa di Santa Maria la Real O Cebreiro

Preghiera del pellegrino

Domani 25 luglio si festeggia San Giacomo Maggiore (Santiago in spagnolo) e per l’occasione offro ai miei lettori una bella preghiera del pellegrino il cui testo è stato ritrovato affisso nella chiesetta romanica di S. Maria La Real che si trova a O Cebreiro sul Cammino di Santiago di Compostella.

Il testo della preghiera è stato raccolto da Peter  e Florence van der Heijde. Traduzione di Giacomo Tessaro.

Preghiera del pellegrino
di Fratello Dino

Quand’anche avessi percorso tutti i sentieri,
superato montagne e valli da est a ovest,
se non ho scoperto la libertà di essere me stesso,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi condiviso tutti i miei beni
con persone di altre lingue e culture;
quand’anche avessi per amici dei pellegrini dell’altra parte del mondo
e dormito negli stessi alloggi dei santi e dei principi,
se, domani, non sono capace di perdonare al mio vicino,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi portato il mio sacco dal primo all’ultimo giorno
e sostenuto i pellegrini a corto di forze,
o ceduto il mio letto a qualcuno arrivato dopo di me,
donato la mia borraccia senza alcuna contropartita,
se, di ritorno a casa e al lavoro
non sono capace di seminare attorno a me la fratellanza,
la felicità, l’unità e la pace,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi ogni giorno mangiato e bevuto a sazietà,
a disposizione tutte le sere un tetto e una doccia,
ricevuto delle cure per le mie ferite,
se non ho visto in tutto questo l’amore di Dio,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi visitato tutti i monumenti
e ammirato i più bei tramonti,
imparato a dire buongiorno in tutte le lingue,
gustato l’acqua di tutte le fontane,
se non ho indovinato chi è Colui che, senza nulla attendere in cambio,
mi offre tanta bellezza e tanta pace,
allora non sono ancora arrivato.

Se adesso smetto di camminare sulla tua strada,
di proseguire la mia ricerca e di vivere in coerenza con ciò che ho imparato;
se, d’ora in avanti, non vedo in ogni persona, amico o nemico,
un compagno di strada;
se, ancora oggi, il Dio di Gesù di Nazareth
non è per me il solo Dio della mia vita,
allora non sono ancora arrivato.

 ULTREYA!

Sellos di O Cebreiro apposti sulla mia credenziale di pellegrino

  • leggi i miei post sul Camino de Santiago >> qui
  • il testo in francese della preghiera >> qui
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