Io sono un gatto di Natsume Soseki e Sarinagara di Philippe Forest

di dispersioni


Da quando ho letto Io sono un gatto dello scrittore e poeta giapponese Natsume Soseki (1867-1916) provo un certo disagio ogni volta che incontro un gatto. Ora che ci faccio caso ho notato che i gatti ci osservano sempre con attenzione, seguono il nostro passaggio con uno sguardo indagatore, fissandoci con occhi misteriosi che sembrano volerci valutare.

Il gatto del romanzo di Soseki si mette discretamente in attesa nel suo posto di osservazione e così raccoglie metodicamente materiale di studio sugli esseri umani. Guarda e ascolta il suo padrone, la famiglia del suo padrone, la serva, gli amici, i vicini, e così giorno dopo giorno impara a conoscerli e a disprezzarli, ne scopre le debolezze, le volgarità, la stupidaggine, rilevando così spietatamente gli aspetti ridicoli, malvagi, egoistici e vani della società degli uomini.

“Io ho ascoltato senza battere ciglio le storie che questi tre uomini hanno raccontato uno dopo l’altro, senza trovarle né divertenti né tristi. Ho soltanto pensato che gli esseri umani parlano a vanvera per far passare il tempo, ridono di ciò che non fa ridere, considerano spassoso ciò che non lo è. Non sanno fare altro” (pag. 75)

Questo di Soseki è il suo primo romanzo, uscito nel 1905 qualche anno dopo il ritorno dal viaggio in Europa  e dei due difficili anni trascorsi a Londra dove si è dedicato ossessivamente allo studio della letteratura inglese.

L’epoca che Soseki racconta nei suoi libri è quella della grande trasformazione e modernizzazione del Giappone che abbandona la società tradizionale e si apre al mondo occidentale. Come sappiamo la transizione non sarà indenne da profonde lacerazioni e dubbi nella società giapponese e nei suoi valori.

In una società in corso di modernizzazione accelerata, tutto cambia nome, cambia il giapponese che viene semplificato, si tralascia l’uso del cinese classico (lingua che Soseki utilizza per la sua opera poetica), cambiano i nomi delle città (Edo diventa Tokio), c’è l’invasione dell’inglese e dei modi di vivere occidentali, lo stesso Soseki non è il suo vero nome (quello vero è Kinnosuke) mentre Natsume è il cognome del padre.

Ritratto di Soseki riprodotto sulla banconota giapponese da 1000 yen

Nel mezzo di tanta incertezza il primo romanzo di Soseki, quindi, inizia così: “Io sono un gatto. Un nome ancora non ce l’ho” . E un nome non lo riceverà mai in tutto il racconto.

Io sono un gatto è un libro divertente e ironico, acuto ed intelligente nel delineare i diversi personaggi travolti dai cambiamenti vissuti dalla società giapponese, dove sembra trionfare la superficialità, la volgarità, l’ignoranza, il cinismo, l’egoismo, il desiderio di denaro a tutti i costi, l’insoddisfazione generale. Questo è forse il risultato della contaminazione dai valori occidentali?

In un passo del romanzo Soseki introduce la figura di un matto, amico del padrone del gatto, chiamato “il filosofo”, il quale spiegando in un lungo sermone che solo chi persegue la passività dello spirito trova la serenità, dice:

“La civiltà occidentale è forse positivista e progressista, ma tutto sommato è stata creata da uomini che hanno vissuto tutta la vita scontenti. La civiltà orientale non cerca la propria soddisfazione attraverso il cambiamento dei fattori esterni a sé. Si è sviluppata secondo il principio fondamentale che non bisogna spostare i confini del proprio territorio, in questo è agli antipodi di quella occidentale” (pag. 311)

Una biografia di Soseki in Sarinagara di Philippe Forest

Nel bellissimo libro di Philippe Forest intitolato Sarinagara (editore Alet) si potrà trovare una ottima ed interessante biografia di Natsume Soseki, accanto a quella del poeta di haiku Kobayashi Issa e di Yamahata Yosuke, il cinico fotografo delle vittima dell’esplosione nucleare di Nagasaki; tre vite accomunate dalla sofferenza e dal dolore che si legano al dolore dell’autore francese per la perdita della propria bambina.

Ho già raccontato questo libro (vedi sotto il link al post), qui lo ricordo solo perché contiene l’unica approfondita biografia di Soseki che esiste in italiano, davvero imperdibile per chi vuole conoscere questo scrittore considerato l’inventore del romanzo giapponese.

  • il mio post su Sarinagara di Philippe Forest  >> qui
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