Il Circolo Pickwick, lo sceneggiato televisivo di Ugo Gregoretti e Don Chisciotte

di dispersioni


Rileggo Il Circolo Pickwick in una edizione, la mia preferita, pubblicata dalla case editrice Bietti nella popolare collana Il Ventisette, stampata nel 1967 e venduta al principio del 1968, proprio in occasione della trasmissione dello storico sceneggiato televisivo Pickwick in sei puntate, libera riduzione del capolavoro di Dickens, diretto da Ugo Gregoretti.  

Sulla copertina del libro c’è un bel disegno a colori con i sorridenti Pickwick, Snodgrass, Tupman e Winkle e, sullo sfondo, una diligenza pronta a partire, in basso una fascetta in bella evidenza precisa “a puntate in televisione”.

Il Circolo Pickwick è un libro che si rilegge perché si ha nostalgia di due indimenticabili figure ideali della letteratura di tutti i tempi: il signor Pickwick ovviamente, e il suo intelligente e svelto domestico Sam Weller. Due figure ideali che ricordano molto per analogia la coppia Don Chisciotte – Sancho Panza.

L’influenza dell’opera di Cervantes su Dickens e, in particolare, sul Circolo Pickwick, è stata accennata da molti scrittori e studiosi anche se altrettanto spesso respinta. Tuttavia, incuriosito dalla questione, mi è capitato di trovare in internet un breve e documentato saggio di tale Mercè Potau, una studiosa catalana che coraggiosamente ha ricostruito le numerose affinità ed analogie, spesso volutamente asimettriche, dirette ed indirette, tra il Don Chisciotte e l’opera di Dickens, alcune della quali veramente sorprendenti.

Ne segnalo alcune, le più interessanti, ricordando che il Don Chisciotte era un libro che Dickens ammirava moltissimo, oltretutto da sempre diffusissimo in Inghilterra:

  • le prime righe di Oliver Twist, opera che veniva composta da Dickens contemporaneamente al Pickwick, sono una parodia dell’incipit del Chisciotte: “In una città che per molte ragioni è prudente non nominare…”;
  • l’inizio del secondo capitolo del Chisciotte e l’inizio del secondo capitolo di Pickwick presentano numerose similitudini;
  • nella prima avventura del Chisciotte e di Pickwick entrambi si servono di cavalli dalle qualità risibili ed entrambi concludono l’episodio ricevendo lanci di pietre il primo, pugni e colpi il secondo;
  • Sancho dice continuamente proverbi, Sam Weller gli fa eco con i suoi famosi detti (ancora oggi in inglese chiamati “wellerismi” );
  • entrrambi i libri ricorrono ad un linguaggio informale e umoristico oltre cha a situazioni comiche;
  • Pickwick è l’unica opera di Dickens dove la storia principale è intercalata da racconti che spesso risultano noiosi, proprio come avviene nel Chisciotte;
  • al principio Dickens concepì un Pickwick magrissimo come Don Chisciotte, divenne poi obeso su insistenza dell’editore Chapman;
  • in entrambe le opere appaiono numerosissimi personaggi secondari, ben duecento nel Pickwick e oltre settecento nel Chisciotte;
  • in ambedue opere c’è una coppia antitetica di padrone-servo (Jingle-Trotter, Carrasco-Tomè Cecial);
  • aggiungo, infine, una mia osservazione circa i numerosi giochi di parole e i doppi sensi, comici e irrisori, fatti da Cervantes come da Dickens, sui nomi di persone e di luogo.

Considerando che Dickens scriveva a marce forzate per consegnare in tempo all’editore i capitoli della sua opera, è plausibile che abbia fatto ricorso ai meccanismi narrativi del Chisciotte la cui struttura pare avesse studiato con attenzione, come dimostra Mercè Potau nel suo saggio.

Le derivazioni chisciottesche nel Pickwick le ho ritrovate anche in un interessante saggio intitolato “Sancho Panza y Mr. Pickwick: una nueva comparacion” di M. Teresa Vazquez De Prada e pubblicato nel sito dell’Università di Castilla-La Mancha.

Questa rilettura estiva del Circolo Pickwick ha preceduto una piacevolissima visione, in tre serate casalinghe, proprio delle sei puntate dello sceneggiato di Gregoretti che finalmente sono risuscito a procurarmi su dvd.


Lo sceneggiato di Ugo Gregoretti, in rigoroso bianco e nero d’antan, è un vero capolavoro di ingegnosità che rispetta prodigiosamente l’opera di Dickens, ne rende appieno l’umorismo e la comicità delle situazioni attraverso un racconto ricco di verve, ben recitato e ancor meglio ambientato. Merito di tale ottimo risultato credo sia le fantasiosa e intelligente regia-sceneggiatura di Gregoretti che, anche grazie a trovate come quella delle improbabili interviste televisive all’inizio di ognuna delle sei puntate, rende veramente originale l’opera televisiva.

Ma la sorpresa più interessante del Pickwick televisivo italiano del 1968 è l’incredibile cast schierato: in primo luogo un credibilissimo, straniato ed indimenticabile Mario Pisu nei panni di Samuel Pickwick; un furbo ed intelligente Enzo Cerusico che interpreta Sam Weller; un impareggiabile e scoppiettante Jingle- Gigi Proietti; un sorprendente Tino Buazzelli – sindaco Nupkins; e poi occorre celebrare la fugace apparizione di un giovane Marco Ferreri-capitano Boldwing e di Enrico Simonetti, nei panni del perfido Dodson.

Straordinarie poi le apparizioni dell’ormai dimenticato professor Alessandro Cutolo, un compassato Roker responsabile del carcere per debitori di Fleet dall’elegante accento napoletano, e di un nervosissimo e altrettanto dimenticato Tino Scotti, disperato prigioniero dell’alta corte con sotto il braccio le opere del divin marchese!

Di tutti questi personaggi ed interpreti ho selezionato qualche fotogramma dallo sceneggiato che propongo qui di seguito.

Chiudo con una considerazione di Mario Vargas Llosa su Charles Dickens che, tra le tante che ho letto, mi sembra che coglie il senso delle sue opere ed anche il motivo per il quale sono tanto amate dai lettori di tutto il mondo:

“Le storie di Dickens, anche se includono il male e la sfortuna, traboccano di salute, di persistente ottimismo, danno l’idea di una realtà governata da una giustizia immanente nella quale non importa quante sofferenze e disgrazie deve soffrire l’uomo, alla fine la bontà trionfa e la malvagità viene castigata.”

  • Il sito dove leggere il saggio di Mercè Potau (in spagnolo e inglese) >> qui
  • Qualche notizia in più sul Pickwick televisvo di Ugo Gregoretti >> qui
Annunci