Un anno di letture per vedere più lontano (prima parte)

di dispersioni

Scarabottolo

Un anno ricco di letture.  Ne propongo qualcuna tra le più interessanti.
Proprio come l’omino del disegno di Scarabottolo, sui miei libri riesco a vedere più lontano.

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Oliver Matuschek – Las tres vidas de Stefan Zweig – editorial papel de liar
Laurent Seksik – Gli ultimi giorni di Stefan Zweig – Gremese

Un 2013 fortunato per i lettori di Stefan Zweig, un autore dimenticato per anni che tre-quattro editori hanno iniziato a ripubblicare, sempre però frantumando ingiustamente ed eccessivamente la sua opera. Anche se è stato pubblicato da Gremese il bellissimo racconto biografico del francese Laurent Seksik sugli ultimi drammatici giorni dell’esilio brasiliano di Zweig, in italiano mancano biografie di questo autore austriaco.  Ottima e interessante la biografia di Oliver Matuschek, un volume riccamente illustrato e uscito in spagnolo con il titolo Las tres vidas de Stefan Zweig .

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Ritengo senza alcun dubbio Stefan Zweig uno scrittore necessario e nostro contemporaneo.
Tre opere straordinarie tra le tante: Gli occhi dell’eterno fratello, un commovente, indimenticabile e lucidissimo racconto sulla Giustizia e l’Umanità; il breve saggio su Dickens, che costituisce una sorprendente e profonda analisi dell’opera dello scrittore inglese; la biografia di Erasmo da Rotterdam, un’opera imprescindibile, un autentico capolavoro, una grandiosa riflessione sulla tolleranza, sulla libertà, sulla funzione della cultura, degli intellettuali, della politica e sull’evoluzione dello spirito universale umano. Una lettura essenziale per orientarci in questi anni di vuoto a perdere culturale, ideale e politico.

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Katherine Boo – Belle per sempre – ed. Piemme

Una lettura utilissima per farsi una idea precisa e documentata di cosa significa vivere in uno slum di Mumbai; un libro straordinario che è insieme racconto e reportage giornalistico. L’americana Katherine Boo ha messo in serio pericolo la sua salute per darci questo resoconto veritiero della vita nel degrado del terzo mondo, della realtà quotidiana da sempre vissuta da centinaia di milioni di esseri umani, senza speranza di alcun cambiamento.

Terminato il libro, al lettore sarà tutto più chiaro sull’India, sul suo falso sviluppo, sulla miseria, sulla corruzione della politica, sulla violenza dello stato, sulla perenne guerra di religione tra indù e musulmani, sul sistema delle caste, sul degrado della condizione femminile.

del boca

Angelo Del Boca – Italiani brava gente? – Neri Pozza
Avagliano – Palmieri – Di pura razza italiana – Baldini e Castoldi

Per tanti decenni ci siamo autoassolti: gli italiani sono stati tutti brava gente in guerra, in tutte le guerre, da quelle coloniali fino all’ultimo conflitto mondiale. Niente di più falso, messi nelle giuste condizioni (e il libro di Angelo Del Boca lo dimostra) siamo stati uguali agli altri popoli e in molti casi anche peggio. Ma sappiamo bene che la Norimberga italiana non c’è mai stata, nonostante centinaia e centinaia di criminali di guerra italiani. Non è stato un bene la rimozione forzata del nostro peggiore passato e la sua falsificazione, ci impedisce di capire chi siamo veramente e cosa possiamo diventare.

Il libro di Avagliano e Palmieri sull’Italia negli anni delle leggi razziali fasciste, recentemente uscito in libreria, lascia sconcertato il lettore. Solo due persone, documentano gli autori, si sono apertamente opposte alle persecuzioni degli ebrei nel 1938 e 1939: Benedetto Croce e Ernesta Bittanti, la vedova di Cesare Battisti. Il libro spiega poi come siano state accolte con entusiamo e fervore le norme razziste in particolare da intellettuali, giornalisti e docenti universitari in primo luogo, e poi da magistrati e avvocati, da prefetti, funzionari pubblici, presidi di scuola, maestri e professori. Fino alla condivisione di massa dell’antisemitismo. Leggendo la voluminosa ricostruzione emergono nomi insospettabili di ferventi antisemiti o magari semplici profittatori e, infine, l’amara conclusione che smentisce la sostanziale indifferenza degli italiani alle norme razziste che avrebbero solo subito passivamente.

la-storia

Elsa Morante – La Storia – Einaudi

Ogni capitolo della Storia di Elsa Morante racconta un anno, e ogni anno, dal 1941 al 1947, è preceduto da una sintesi degli avvenimenti storici accaduti, in quello stesso anno. Via via che proseguivo nella lettura leggevo anche la sintesi degli avvenimenti storici: andamento della guerra, battaglie, invasioni, armistizi, accordi, massacri.

Ma, negli ultimi capitoli del libro, degli avvenimenti storici, della grande storia, non mi importava più nulla; semplicemente li saltavo. Mi interessava solo la Vera Storia, quella delle vite di Ida, di Useppe, di Nino, di Davide.

Olivetti

Valerio Ochetto – Adriano Olivetti, la biografia – Edizioni di Comunità
Franco Ferrarotti – La concreta utopia di Adriano Olivetti – ed. EDB
Adriano Olivetti – Il mondo che nasce – Edizioni di Comunità

L’approssimativo ed agiografico sceneggiato televisivo ha avuto, se non altro, il merito di far conoscere alle folle televisive chi sia stato Adriano Olivetti. Nulla più.

Ma sulla figura di Olivetti occorre leggere due libri fondamentali: la biografia curata da Valerio Ochetto (edita dalle rinate Edizioni di Comunità) e, in successione, il prezioso saggio di Franco Ferrarotti dal titolo perfetto, La concreta utopia di Adriano Olivetti. Inoltre, nel corso del 2013, le Edizioni di Comunità, hanno proposto la riedizione di numerosi scritti di Olivetti, raccolti nel volume intitolato Il mondo che nasce.

Nel suo saggio, Franco Ferrarotti, che è stato a lungo stretto collaboratore di Olivetti, evidenzia la concretezza e l’attualità della complessa proposta economica, imprenditoriale, culturale, sociale e politica dell’imprenditore di Ivrea. Olivetti aveva già previsto, con decenni di anticipo, la crisi odierna dei partiti politici (è stato lui l’autore del neologismo partitocrazia), l’inadeguatezza delle strutture politiche di fronte alla crisi della società contemporanea, la crisi dei sistemi urbani metropolitani, la formazione del parlamentarismo demagogico e del qualunquismo democratico, la crisi dello Stato sociale e il suo smantellamento, la profonda inadeguatezza delle politiche meridionalistiche e delle riforme in generale, solo volute ma mai veramente gestite dalla classe politica italiana.

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