dispersioni

Tag: aforismi

Pájaros perdidos, aforismi di Tagore

pajaros perdidos
Con questo prezioso libricino di Rabindranath Tagore, Pájaros perdidos, ho atteso i lunghi e maestosi tramonti sulla spiaggia andalusa di Matalascañas, durante la mia troppo breve e già lontanissima vacanza estiva.
 
Pájaros perdidos comprende ben 325 aforismi composti da Tagore nel 1916, tradotti dall’inglese allo spagnolo da Zenobia Camprubí, aiutata, nella revisione poetica dei testi, dal marito, il sommo poeta Juan Ramón Jiménez, el Andaluz Universal, la cui cittadina natale, la tanto celebrata Moguer, dista pochi chilometri dalla mia spiaggia.
 
Il libricino, stampato il 25 maggio scorso su ottima carta e con bei caratteri dalla editorial Renacimineto di Siviglia, è splendidamente introdotto da uno scritto di Arturo Ramoneda dedicato a Tagore e al suo mancato viaggio in Spagna nel 1921, a Zenobia Camprubí scrittrice e traduttrice di Tagore, e ad alcune interessanti notazioni su  Juan Ramón Jiménez.
 
Offro alcuni di questi aforismi, nella mia modesta traduzione, all’attenzione ed alla riflessione dei miei pazienti e curiosi lettori. Buona lettura!

Matalascañas Huelva

Uno dei miei tramonti sulla spiaggia di Matalascañas

 
 
Uccelli perduti  vengono alla mia finestra d’estate, cantano, e se ne vanno volando. E d’autunno foglie gialle, che non sanno cantare, svolazzano e cadono una sull’altra, in un sospiro.
 
Non temete mai l’attimo, dice la voce dell’eterno.
 
Leggiamo male il mondo, e poi diciamo che ci inganna.
 
– Mare, cosa dice la tua voce?
– Una domanda eterna
– Tu, cielo, cosa rispondi?
– L'eterno silenzio.

La vita di uno fa molti; la morte, di molti fa uno. La religione sarà unica quando saranno morti i nomi di Dio.
 
Mi sono seduto, questa mattina, al mio balcone, per vedere il mondo. E lui, passando, si ferma un momento, mi saluta, e se ne va.
 
Se chiudi fuori dalla porta tutti gli errori, lascerai fuori la verità.
 
Cos’è che mi stringe il petto? E’ la mia anima che vuole andare verso l’infinito, o l’anima del mondo che vuole entrare nel mio cuore?
 
Il pensiero si nutre delle sue stesse parole, e così cresce.
 
La musica sente l’infinito nell’aria; la pittura, nella terra. La poesia sente l’infinito nella terra e nell’aria, perché la sua parola ha il senso che cammina e la melodia che vola.
 
Quale fiamma invisibile di oscurità è questa di cui le stelle sono scintille?
 
Il silenzio di Dio matura i pensieri dell’uomo e li fa parola.

pajaros perdidos 2

Annunci

Quanti libri!

Anatole France  ritratto da A. Langdon Coburn
 “Quanti libri!” esclamò. “E li avete letti tutti signor Bonnard?”.
 
“Purtroppo sì”, risposi “ed è per questo che non so nulla; poiché non ve ne è uno che non ne smentisca un altro, cosicché, quando li si conoscono tutti, non si sa più cosa pensare. Ecco a che punto sono, signorina”.
 
Al che, lei chiamò Jeanne per comunicarle le sue impressioni.
 
Ma Jeanne guardava dalla finestra:
 
“Come è bello!” ci disse. “Mi piace veder scorrere il fiume. Fa pensare a tante cose!”.
 
 
 
Da: Il delitto dell’accademico Sylvestre Bonnard di Anatole France – ed. Mini Biblioteca Peruzzo – pag. 294

Sylvestre Bonnard

Le parole di José Saramago

saramago sus palabrasE’ stato pubblicato in Spagna il volume ‘José Saramago en sus palabras’ (editorial Alfaguara) che espone, sotto forma di dizionario, il pensiero dello scrittore portoghese attraverso le numerose interviste rilasciate in tutto il mondo. 
 
Durante la presentazione del volume, avvenuta ieri a Madrid, Pilar Del Rio ha raccontato come Saramago, che prima di morire stava lavorando ad un romanzo sul commercio delle armi, si fosse imbattuto in due interessanti racconti su bombe inesplose perché sabotate dai propri costruttori.
 
Il primo è il racconto di una bomba trovata inesplosa in Estremadura durante la Guerra Civile Spagnola; quando gli artificieri la disinnescarono trovarono dentro l’ordigno un biglietto che diceva: “Questa bomba non ammazzerà nessuno”.

L’altra storia simile accadde in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, ma questa volta gli artiglieri che avevano montato la bomba innocua vennero scoperti dai fascisti e condannati subito a morte.
 
Riproduco di seguito (in mia traduzione) qualcuna delle voci tratte dal libro ‘José Saramago en sus palabras’ così come anticipate dai quotidiani spagnoli El Pais e ABC.
 
Essere umano: “Credo che Dio Nostro Signore creò il mondo e creò anche le contraddizioni, e poi, poiché non sapeva che farci con queste, inventò l’uomo”.
 
Bibbia: “Un manuale di vizi, un catalogo di crudeltà e del peggio della natura umana”.
 
Dio: “Sarebbe stato più comodo credere in Dio, ma scelsi il disagio della scomodità”.
 
Civiltà: “Stiamo arrivando alla fine di una civiltà, senza tempo per riflettere”.
 
Democrazia: “Quando dico che è una presa in giro, lo dico nel senso che sembra che il sistema democratico promette tutto, e credo che quello che ti da con la mano destra te lo toglie con la mano sinistra”.
 
Sconfitta: “La sconfitta ha qualcosa di positivo, non è mai definitiva. Al contrario, la vittoria ha qualcosa di negativo, non è mai definitiva”.
 
Sinistra: “Un tempo ci piaceva affermare che la destra era stupida, però oggi non conosco niente di più stupido che la sinistra. La sinistra ha rinunciato ad essere la sinistra”.
 
Letteratura: “Io non scrivo per piacere e neppure per dispiacere. Scrivo per provocare inquietudine”.
 
Pessimismo: “Gli unici che sono interessati a cambiare il mondo sono i pessimisti, perché gli ottimisti sono felici con quello che c’è”.
 
Sesso: “Esistono tre sessi: femminile, maschile e il potere”.
 
Diritti umani: “Dissentire è uno dei diritti umani che mancano alla Dichiarazione dei Diritti Umani”.
 
Donne: “Sento che le donne sono, di regola, migliori degli uomini. Sembra che gli uomini abbiano rinunciato al proprio punto di vista virile, seduttore, e adesso non sappiano bene cosa possono essere. La donna, invece, è, sempre pronta ad essere”.
 
Saramago nel Chiapas 1999

José Saramago nel Chiapas (1999)