Letteratura e verità: Palazzo Yacoubian di ‘Ala Al-Aswani


Il segnalibro è fermo a pagina 335. Non riesco proprio a riprendere la lettura del romanzo Le correzioni di Jonathan Franzen, dopo averla interrotta per due libri urgenti: Nessuno al mondo di Hisham Matar e Palazzo Yacoubian di ‘Ala Al-Aswani.
 
Sì, certo, quella di Franzen è una scrittura acuta e dissacrante, piacevole ed anche divertente, ma dopo aver letto Nessuno al mondo e Palazzo Yacoubian mi è stato proprio impossibile riprendere le storie della famiglia Lambert e dei problemi assurdi che si creano da soli Enid, il marito Alfred ed i tre figli Gary, Chip e Denise; li lascio volentieri negli Stati Uniti d’America.
 
Lo scrittore Tim Parks, interrogandosi sulle critiche eccessivamente entusiaste all’ultimo libro di Franzen, dalle pagine del Domenicale del 10 aprile scorso, afferma con lucidità che “Franzen scrive di tutti gli americani per alcuni americani, quelli cioè, che si compiacciono di questa eloquente evocazione/condanna, curandosi poco (anche giustamente) degli stranieri”.

Molto più interessanti e ricchi di umanità e verità sono invece i personaggi di Palazzo Yacoubian di ‘Ala Al-Aswani, le cui storie gravitano intorno ad un edificio del Cairo, un microcosmo fatto di uomini e donne che rappresentano tutte le classi sociali, che si dibattono e cercano di sopravvivere tra i problemi dell’Egitto attuale: la corruzione politica, la discriminazione delle donne, la povertà, la disoccupazione, la repressione poliziesca, il fanatismo religioso e l’ipocrisia morale e religiosa.
 
Il ritratto estremamente efficace che ‘Ala Al-Aswani  fa dell’Egitto è quello di una società pervasa ormai dalla corruzione a tutti i livelli, giunta fin anche a decomporre i rapporti familiari. Palazzo Yacoubian è un potente atto di accusa al regime di Mubarak ed è la migliore guida possibile per conoscere l’Egitto – un paese in bilico tra un glorioso passato e un impossibile futuro – e per capire le origini della disperata rivolta di piazza Tahir. Ma è anche un formidabile spaccato della vita nel mondo arabo, un mondo del quale sappiamo ancora poco o nulla.

Palazzo Yacoubian
ha venduto centinaia di migliaia di copie nei paesi arabi ed è stato tradotto in 19 lingue. Nel 2006 ne è stato tratto anche un film, opera prima del giovane regista egiziano Marwan Hamed. Il film, clamoroso successo in Egitto e nei paesi arabi dove non è stato proibito, è uscito anche in Francia e Spagna ma purtroppo non in Italia. Qui di seguito ne propongo il trailer in francese e alcune foto che ho trovato in giro nel web, in attesa di riuscire a procurarmi il dvd.
 
Non racconto nulla della trama del libro, ma ne trascrivo l’invitante incipit che introduce Zaki bey, uno dei più interessanti personaggi del Palazzo Yacoubian:
 
“La distanza fra il vicolo Behles, dove abita, e il suo ufficio a Palazzo Yacoubian non supera i cento metri, ma ogni mattina Zaki bey al-Dusuqi impiega un’ora per salutare gli amici che incontra lungo la strada”.
 

 

  • Rassegna stampa su Palazzo Yacoubian >>  qui
  • Il trailer del film Palazzo Yacoubian >> qui
  • Su Letteratura e verità vedi mio post su Nessuno al mondo di Hisham Matar >> qui
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