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Tag: astronomia e fisica

Il grande racconto delle stelle di Piero Boitani, una travolgente overdose di cultura

Boitani Il grande racconto delle stelle

E’ stato l’astrofisico Giovanni Bignami, in una breve recensione apparsa su Le Scienze, a definire la lettura del libro Il grande racconto delle stelle di Piero Boitani (il Mulino), come una travolgente esperienza di overdose di cultura. “Libro splendido e immenso, perfetto – ha scritto Pietro Citati sul Corriere – Boitani racconta tutto quello che è stato immaginato sulle stelle, i soli, le galassie, le lune: romanzi, poesie, musica, pittura, filosofia e astronomia…”

Indimenticabile e magnifica esperienza la lettura di questo grandioso libro che sin dalle primissime pagine si propone una ambiziosa finalità: raccontare la meraviglia della poesia del cosmo, illuminando così la relazione tra le arti e le scienze.

Scrive l’autore:

“Questo libro cerca la meraviglia di poeti, pittori, architetti e musicisti davanti alle stelle attraverso i secoli e i continenti del nostro pianeta. Esiste una ‘poesia del cosmo’ alla quale gli artisti, e gli scienziati, hanno dato voce e che essi hanno perseguito per millenni nelle loro opere”.

“Le scienze, devono essere coscienti che il loro impulso primo, le loro radici, affondano nello stesso principio che ispira l’artista e il filosofo: la meraviglia davanti alla bellezza del cosmo. E’ questo che può accordare una volta per tutte le due culture

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Ebbene Il grande racconto delle stelle in oltre 500 pagine ricche di ben 256 illustrazioni, raggiunge l’obiettivo che si prefigge: in 27 capitoli dipana un racconto, sempre affascinante e coltissimo, che parte dall’inizio dell’umana avventura e giunge fino ai nostri giorni, attraversando continenti, culture, popoli, religioni, proponendo ad uno stupito lettore, una straordinaria antologia di testi, racconti, poesie, citazioni, riferimenti a miti e ad opere architettoniche, sculture e pitture, teorie scientifiche e astronomiche in primo luogo, riferimenti tutti sempre magnificamente letti ed interpretati dall’attento autore.

Una vera travolgente overdose di cultura, quindi, che conduce il lettore ad una più ampia ed attenta riflessione su cultura umanistica e cultura scientifica nella convinzione che “la poesia nasce, come la filosofia e la scienza, dalla meraviglia, e ha valore conoscitivo quanto le sue sorelle, sebbene persegua la conoscenza in maniera diversa da esse”.

Astronomo ottomano sec XVIII
Concludo il mio invito alla lettura di questo eccezionale libro proponendo dei brevi versi tratti dall’undicesimo capitolo, uno dei più belli, dedicato alla civiltà persiano-islamica, e dei quali è autore il poeta trecentesco ‘Ubbayd-i-Zakani:

Colui che costruì i cieli e fece le stelle
e forgiò la mente e l’anima e fece l’uomo
legò tutte le corde dell’essere in un nodo,
poi perse il filo della cosmica matassa.

Il poeta mistico persiano Rumi, vissuto nel XII secolo, in quella stessa anima forgiata vede riflessa l’immensità dei cieli sopra di noi:

“Nel regno dell’anima, si stendono cieli che reggono i cieli del nostro universo”.

De Chirico - Estasi - 1968

De Chirico – Estasi – 1968

Alfred Stevens - La Via Lattea -1885-1886

Alfred Stevens – La Via Lattea -1885-1886

  • La recensione di Pietro Citati dal Corriere della Sera del 5 ottobre 2012 >> qui
  • La recensione di Giovanni Bignami è stata pubblicata su Le Scienze del dicembre 2012
  • Le immagini sono tratte dalle illustrazioni al volume

La chiave segreta per l’universo di Lucy e Stephen Hawking


In questo post mia figlia (12 anni) ci racconta il libro La clave secreta del universo di Lucy e Stephen Hawking (uscito in italiano con il titolo La chiave segreta per l’universo ed. Mondadori).
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A George piace guardare le stelle, ma ancora di più gli piacerebbe avere un computer. Questo però è impossibile perchè i suoi genitori sono così ecologisti che non usano neppure l’elettricità, ma usano le candele. Tutto cambia quando arriva un nuovo vicino: Eric con sua figlia Annie. Eric è uno scenziato e possiede un computer superintelligente di nome Cosmo.

Un giorno il maialino di George, Freddy, entra in casa di Eric e George lo segue. Lì conosce Eric e sua figlia, che gli rivelano il segreto di Cosmo un computer capace di far viaggiare nello spazio e George scopre come nascono e muoiono le stelle. Un giorno Annie porta George nello spazio e da lì nasce una forte amicizia. George era emozionato di aver viaggiato nello spazio e un giorno in classe , gli scappa il segreto del supercomputer di Eric, davanti al suo professore G. Ripe. In seguito George scopre che tra Eric e Ripe c’erano state delle incomprensioni, infatti Ripe voleva tenere Cosmo con sè per dioventare ricco, ma Eric l’aveva scoperto e l’aveva fermato.

Ripe scopre dove abita e manda dei bulli a casa di Eric per dargli una lettera e rubare Cosmo. Nella lettera c’era scritto il nome di un nuovo pianeta, Eric infatti ne stava cercando uno, dato che la Terra si sta surriscaldando sempre di più e tra poco non sarà più abitabile. Eric va nello spazio, contro la volontà di George, che lo segue. Eric si rende conto che c’è un buco nero e chiama Cosmo per farli tornare sulla Terra, ma si salva solo George ed Eric rimane intappolato nel buco nero; le sue ultime parole furono: “Prendi il mio nuovo libro”.

George vede che Cosmo è stato rubato e prende il libro di Eric, che trattava appunto dei buchi neri, anche se non capì niente. Ad un certo punto gli cade il libro ed escono fuori dei fogli dove c’è scritto:”Il mio libro complicato semplificato per Annie e George”; c’era scritto come uscire dai buchi neri. Arriva il giorno dopo e George deve recuperare Cosmo, ma deve anche partecipare ad un concorso di scienze in cui il premio sarebbe stato un computer! Annie e George scappano da scuola e chiamano la mamma di Annie, che li porta a casa di Ripe; sentono Cosmo cantare, ma non sanno come entrare in casa, perchè era tutto chiuso.

Alla fine ci entrano grazie alla mamma di Annie che trova la chiave di casa sotto una pianta. Cosmo raccoglie tutte le particelle di Eric espulse dal buco nero e riesce a salvarlo. Alla fine George riesce a presentarsi al concorso all’ultimo minuto e lo vince. Ripe rimane deluso vedendo Eric salvo col computer in mano e i genitori di George capiscono che la scienza non è pericolosa e gli consentono di usare il suo computer una ora alla settimana.

Il libro inoltre contiene immagini satellitari di pianeti, nebulose e comete, e c’è anche ciò che ha scritto Eric sui fogli sui buchi neri: che cos’è un buco nero, come si forma un buco nero, come si può vedere un buco nero, cadere in un buco nero ed uscire da un buco nero. Inoltre in qualche capitolo ci sono degli approfondimenti scientifici, che consentono di avere maggiori conoscenze sull’astronomia.

 

Dio è un matematico di Mario Livio

livio dio è un matematico

La matematica è utilizzata dagli scienziati per descrivere e spiegare il mondo, la vita, il cosmo ed è usata anche per spiegare fenomeni sociali, economici e finanziari oltre che  per costruire ponti, edifici o per calcolare la rotta di una navicella spaziale. Diamo per scontato che funzioni, ma il perché funziona la matematica è un enigma millenario: ci si domanda da oltre due millenni se la matematica sia un’invenzione, una creazione della mente umana ovvero una scoperta, cioè se sia qualcosa che esiste indipendentemente da noi.
 
Il numero di ottobre della rivista Le Scienze riporta su questo tema un interessante articolo dell’astrofisico teorico e grande divulgatore Mario Livio, intitolato proprio Perché la matematica funziona.  L’articolo nel proporre una affascinante riflessione sulla natura della matematica evidenzia, in particolare, come concetti matematici puramente teorici, non finalizzati ad alcuna applicazione pratica,  si rivelano a distanza di decenni o di secoli, come soluzioni inaspettate a problemi della realtà fisica.
 
Per  approfondimenti Mario Livio rinvia al proprio libro Dio è un matematico (ed. Rizzoli) ed io approfondisco!
 
Inizio col dire che nella traduzione italiana il titolo del libro perde misteriosamente il punto interrogativo (quello originale è Is Got a Mathematician?) e leggendo il libro a pagina 13 si capisce anche il perché di quel punto interrogativo, ma l’editore italiano, come troppo spesso accade quando si traducono i titoli, ha deciso diversamente, trasformando proditoriamente  una domanda in una affermazione.
 
le scienze ott
Dio è un matematico è un libro di piacevolissima lettura, avvincente come un romanzo, dove viene raccontata  l’avventurosa storia della matematica tentando di dare una risposta alla domanda se la matematica si inventa o si scopre e, quindi, del perché sia tanto straordinariamente efficace nel descrivere la natura.
 
Attraverso una completa panoramica sul pensiero matematico da Pitagora ai giorni nostri, Livio ricostruisce il dibattito e le argomentazioni tra platonici, secondo i quali i concetti matematici sono oggettivamente veri ed universali, esistono e devono essere solo scoperti, ed i formalisti,  convinti che la matematica  sia risultato dell’invenzione del pensiero umano.
 
L’evoluzione del pensiero matematico prende avvio dal mistico Pitagora e da Archimede, il primo vero cultore della matematica, seguito, per importanza, da Galileo, colui che per primo scoprì che la matematica è il linguaggio e la grammatica della scienza. Newton e Cartesio fornirono risposte diverse alla domanda circa la natura della  matematica, sperimentale e applicativa per il primo, filosofica per il secondo. Per entrambi, comunque,la matematica è riconducibile ad una volontà e a un disegno divino. Newton, in particolare, concluse che Dio creatore aveva generato un mondo fisico governato da leggi matematiche.
 
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Il racconto di Mario Livio prosegue con gli statistici e i probabilistici che utilizzano l’enorme sviluppo della  matematica per applicarne i principi ed interpretare così i fenomeni biologici, sociali ed economici,  fino alla nascita delle geometrie non euclidee che aprono lo sguardo a nuovi mondi diversi dalla realtà fisica.
 
Ultima tappa è quella in cui la matematica risulta riducibile alla logica e alla filosofia, dove i principi matematici ed i numeri rispondono alle leggi fondamentali del ragionamento, fase questa che si conclude con l’attuale diffusione ed onnipresenza della matematica e delle sue applicazioni in tutti gli aspetti del mondo quotidiano.
 
Resta l’enigma dal quale siamo partiti: la matematica si inventa o si scopre? Livio giunge alla conclusione che, essendo la matematica parte della cultura umana, di fatto è costituita da un complesso amalgama di invenzioni e scoperte finalizzate alla comprensione delle leggi universali della natura, invenzioni e scoperte che funzionano proprio perché ci sono leggi universali da scoprire.
 
Il fisico inglese James Jeans (1877-1946), profondamente impressionato dall’onnipotenza e dall’onnipresenza della matematica e della sua efficacia nel descrivere i fenomeni fisici, disse nel 1930: “Sembra che l’universo sia stato progettato da un matematico puro”.  La domanda sembra quindi pertinente: Dio è un matematico?

Su scienza e fede con Margherita Hack e Vito Mancuso

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Margherita Hack e Vito Mancuso ragionano sul tema del rapporto tra scienza e fede al Teatro Olimpico di Vicenza lo scorso 27 ottobre. Il workshop è stato tenuto da Alessandro Gassman prendendo spunto dalla pièce di Robin Hawdon "Dio e Stephen Hawking".

L’interessante dibattito è in un video (durata 22 minuti circa) nel sito Il Sole 24 Ore >> QUI