Breviario proustiano a cura di Patrizia Valduga


Quale soddisfazione sfogliare questo Breviario proustiano, curato da Patrizia Velduga, ispirato da una idea di Giovanni Raboni, poeta e traduttore della Recherche scomparso nel 2004, e fresco di stampa per Einaudi.
 
Il volume realizza il desiderio di buona parte dei lettori di Proust: poter disporre di una organizzata, completa ed esauriente selezione di aforismi, massime e sentenze tratte dal testo della Recherche da poter rileggere per poter ritrovare il senso di questa grandiosa creazione letteraria.
 
Nella nota al libro la curatrice spiega di aver voluto estrarre quanto più pensiero possibile dal capolavoro proustiano, anche intervenendo sul testo con qualche necessaria ricomposizione, e il risultato è senza alcun dubbio encomiabile e superbo.
 
Il Breviario raccoglie 1500 pensieri ripartiti in 254 voci che vanno da Abitudine a Volontà, includendo citazioni che attraversano tematiche essenziali del vocabolario della creazione proustiana quali Amore, Gelosia e Tempo, l’ultimo termine dell’ultima pagina della Recherche.
 
Il libro è quindi un caleidoscopico circuito estetico tra le pagine della Recherche, un trionfo di metafore, analogie, metamorfosi, allegorie e trasposizioni che sarà certamente prezioso per il lettore di Proust ma che non potrà mai sostituire del tutto le tracce, i segni, le notazioni personali lasciate dalla matita lungo le pagine dei quattro densi volumi dei Meridiani.
 
Secondo una nota definizione di Harold Bloom, la Recherche  “è un’opera di tale profondità, da trascendere i canoni occidentali di giudizio”, mentre per Giovanni Raboni questo capolavoro della letteratura universale “è la stratificazione di molti libri, se non addirittura di tutti i libri possibili”.
 
Jean-Yves Tadié, biografo e studioso di Proust, completa l’osservazione di Raboni ed aggiunge che la Recherche pur essendo un romanzo dove “non succede nulla” è insieme un romanzo storico, un romanzo psicologico e un romanzo d’avventure che è contemporaneamente romanzesco e metafisico.
 
E’ proprio difficile penetrare la profondità, la complessità, la leggerezza, di questo libro plurale e plurimo. Posso affermare, comunque, per personale esperienza, che la lettura della Recherche segna un prima e un dopo nella vita del lettore, provocando una complessa reazione capace di mutare per sempre lo sguardo sulla letteratura. Dopo la Ricerca del tempo perduto il lettore è un lettore diverso.