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Libri e destino. Come l’acqua che scorre di Marguerite Yourcenar

 “…Strana condizione è quella dell’intera esistenza, in cui tutto fluisce come l’acqua che scorre, ma in cui, soli, i fatti che hanno contato, invece di depositarsi al fondo, emergono alla superficie e raggiungono con noi il mare” così Margherite Yourcenar spiega il titolo del volume Come l’acqua che scorre che raccoglie tre racconti: Anna, Soror…, Un uomo oscuro e Una bella mattina.

Il primo racconto è stato scritto nel 1925 dopo un soggiorno a Napoli dove è anche ambientata, durante il vicereame spagnolo, la storia tragica e dolorosa dell’amore incestuoso di Anna e del fratello Miguel. Il secondo racconto Un uomo oscuro è la storia della vita di Nathanael, contemporaneo di Zenone, quindi vissuto nel XVI secolo, un olandese nato in Inghilterra costretto giovanissimo a fuggire perché crede di aver ucciso un uomo. Inizierà suo malgrado una serie di viaggi per mare che lo porteranno a conoscere le coste dell’America e, dopo un naufragio, la vita in una povera colonia. Tornato in Inghilterra raggiunge  poi Amsterdam dove lavorerà presso uno zio tipografo. Nathanael non è un uomo ignorante, è provvisto di una buona intelligenza ma subisce la vita con indolenza, si lascia vivere accogliendo gli avvenimenti della vita sempre con stupore, fino a morire, ancora giovane, accettando la morte con rassegnazione e senza lamentarsi.

Nell’ultimo brevissimo racconto Una bella mattina, il protagonista è Lazzaro il figlio di Nathanael che scopre la propria vocazione teatrale e parte in tournée con una compagnia di attori inglesi. Lazzaro è incantato dalla professione di attore e sogna, la bella mattina della partenza, di poter vivere tutti i personaggi possibili e tutte le vite possibili, di viaggiare e di conoscere il mondo. Scrive la Yourcenar che Lazzaro “vive in anticipo, non solamente la sua vita, ma ogni vita: di volta in volta ragazza e ragazzo, re e mendicante, principe nerovestito e variopinto buffone del principe”. Lazzaro inizia il suo viaggio sul carro della compagnia inglese condotto dall’attore che interpreta la morte con indosso il suo lenzuolo nero. “La morte guida il carro, ma la vita anche”.

 

I libri svolgono un ruolo importante nei tre racconti così come in Memorie di Adriano e in Opera al nero. Per Anna e Miguel saranno la Bibbia, un passo dove si racconta di un amore tra fratelli, ed i libri dei mistici spagnoli ad avere conseguenze sulla propria storia. Per Nathanael saranno invece decisivi i libri che leggerà dal suo maestro e quelli che correggerà in bozza dallo zio tipografo, mentre per Lazzaro il destino lo porterà alla lettura di libri di commedie elisabettiane che riceverà da un attore amico della nonna, da quelle letture capirà cosa sarà della propria vita. Adriano afferma nella sue Memorie che la sua prima casa sono stati i libri e poi precisa che i libri sono utili solo se confrontati e verificati con la vita. Per tutti questi personaggi i libri diverranno strumenti non solo di conoscenza ma di apertura all’esperienza della vita segnando così, indelebilmente, il destino di ciascuno.

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Incanto dell’avventura umana. Memorie di Adriano

“Nel chiudere il libro, il lettore ideale sente che, se non l’avesse letto, il mondo sarebbe più povero” ricorro a questa recente affermazione di Alberto Manguel per aiutarmi a descrivere la sensazione di incanto provata alla lettura delle Memorie di Adriano, lo straordinario e bellissimo romanzo di Marguerite Yourcenar che, in forma epistolare, ricostruisce la vita del grande imperatore romano dall’individualità unica e irripetibile. Nelle parole della stessa Yourcenar Memorie di Adriano “è uno studio sul destino umano, l’immagine d’un uomo che delle sue virtù e dei suoi difetti, delle sue esperienze personali e della sua cultura poco a poco si compone una sorta di saggezza pragmatica d’amministratore e principe”. Lo sguardo di Adriano sulla propria vita e sul mondo è quello di un uomo moderno e libero, colto, viaggiatore, poeta, amante della natura e cultore delle arti, inquieto, profondamente consapevole dei propri limiti, saggio, tollerante e dotato di grande spiritualità.
“In questo momento sono sotto l’influenza di Memorie di Adriano, un’opera poetica piena di erudizione che mi ha incantato come nessuna lettura aveva fatto da molto tempo” così scrive Thomas Mann ultimata la lettura dell’opera della Yourcenar, un romanzo storico che, come chiarito dalla Yourcenar nel Taccuino di appunti sulla genesi del romanzo, ricostruisce “la presa di possesso di un mondo interiore”, il grafico sinuoso e infinito di una esistenza umana universale che corrisponde “a ciò che un uomo ha creduto di essere, a ciò che ha voluto essere, a ciò che è stato” perché “ogni essere che ha vissuto l’avventura umana sono io”.

Pagine del Centro di Documentazione Yourcenar di Roma > qui
Un sito riccamente illustrato dedicato ad Antinoo, il giovane che Adriano amò appassionatamente  > qui

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