Le avventure di Tom Sawyer, il lavoro e il gioco


“Tom concluse dunque che il mondo non era poi così bigio. Aveva scoperto, senza che se ne fosse accorto, una delle grandi leggi che governano le azioni umane, cioè che per indurre uomo o ragazzo a desiderare ardentemente una cosa, è necessario soltanto rendere quella cosa difficile da ottenere. Se fosse stato un filosofo arguto e saggio come l’autore di questo libro, avrebbe ora compreso che il lavoro consiste tutto in quello che si è obbligati a fare e che il gioco consiste in tutto quello che obbligatorio non è.” (Le avventure di Tom Sawyer, cap. II)


“No signore, in tutta la mia vita non ho lavorato neppure un giorno. Quello che ho fatto l’ho fatto perché è stato un gioco. Se fosse stato un lavoro non lo avrei mai fatto.” (Mark Twain in una intervista del 1905)

Qui sopra Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain, nell’edizione minuscola della Peruzzo editore, libricino integralmente letto in metrò un capitoletto al giorno, andando al lavoro,  e felicemente terminato questa mattina!