Sarinagara di Philippe Forest

Sarinagara, Tre volte un’unica storia dello scrittore francese Philippe Forest è un romanzo, una autobiografia e un saggio sulla cultura giapponese; ma è soprattutto il tentativo dell’autore di meditare, attraverso la scrittura, sull’oblio e sulla memoria della propria bambina morta di cancro nel 1995 nello stesso giorno del terremoto di Kobe.

Il resoconto dei viaggi in Giappone di Forest e di sua moglie sono intervallati da tre bellissimi saggi dedicati a Kobayashi Issa, poeta di haiku vissuto tra settecento e ottocento, a Natsume Soseki, romanziere vissuto nella seconda metà dell’ottocento e morto nel 1916 ed a Yamahata Yosuke, l’uomo che fotografò Nagasaki il giorno dopo l’esplosione dell’atomica.

In una intervista al settimanale l’Espresso del 13 marzo scorso, Philippe Forest così racconta la genesi di Sarinagara: “Ho provato a scrivere una sorta di autobiografia in terza persona, raccontando me stesso attraverso le maschere di tre artisti giapponesi che sono stati capaci di affrontare apertamente la sofferenza, la morte e la disperazione.

Il titolo del romanzo, una parola giapponese che significa ‘eppure’, è tratto da un celebre haiku di Kobayashi Issa: ‘è di rugiada / è un mondo di rugiada / eppure eppure’. L’ambiguità della parola sarinagara, e più in generale di questi versi, è all’origine del mio romanzo. Issa l’ha scritta in occasione della morte di sua figlia e può essere interpretata in due modi diversi. Può voler dire che essere a conoscenza del carattere effimero del mondo non ci protegge dal dolore. Ma può significare invece che, benché il mondo sia effimero come la rugiada, la vita continua”.

Assaggi dal libro:

“Tutta l’esistenza a venire ognuno l’ha sognata da bambino ed è perciò che di fronte a ogni fatto vissuto qualcosa ci avverte oscuramente che l’abbiamo già conosciuto. […] La vita adulta non è che la stiracchiatura di un sogno infantile da tempo finito, il suo lento sbiadire inquieto nel mattino indifferente del tempo.”

“Che cos’è una vita? Alcune date, che figurano anche nel grande calendario fittizio della storia universale e, collegati a quelle date, altrettanti aneddoti minuscoli che presto non riguarderanno più nessuno.”

“Scrivere significa solo sapere quello che verrà poi. Un romanzo non è più di questo: uno sguardo rivolto verso l’infinito ‘e poi’ della vita.”

“Non esistono soluzioni all’enigma della vita.”

  • Le terribili foto di Yamahata Yosuke scattate a Nagasaki >> qui
  • La pagina dedicata al volume Sarinagara dal sito delle edizioni Alet, con rassegna stampa e una intervista di Forest a Fahrenheit del 21 marzo 2008 >> qui
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