Maigret e il caso Simenon

simenonQuando da ragazzino esploravo la biblioteca di mio padre c’era uno scaffale che mi incuriosiva più di tutti. Mentre i titoli, il formato e le copertine degli altri libri erano sempre diversi, lì, invece, erano tutti allineati uguali e nel titolo c’era sempre ripetuto con un carattere fantasioso, colorato e ben evidente Maigret.

Avevo scoperto la serie Le avventure di Maigret nella gloriosa edizione della Biblioteca Economica Mondatori, uscita nel 1954, che negli anni successivi avrei divorato con passione ed accanimento, in particolare durante le vacanze estive, quando mi immergevo nelle magistrali atmosfere create da Simenon e così sognavo Parigi e la provincia francese, attraverso il mondo e le avventure del celebre commissario.
 
Negli anni successivi non ho mai smesso di comprare e leggere Maigret nelle più diverse edizioni, acquistando in libreria, sulle bancarelle, in allegato a quotidiani, in edicola ed anche in edizioni in lingua spagnola (qui sotto riproduco qualche copertina della mia collezione). Come tutti i buoni appassionati di Maigret possiedo l’abilità, quando acquisto, di non confondermi mai con i titoli, doppioni niente, anche se compro “a volo” e d’occasione (a meno che non mi interessi una particolare edizione o mi piaccia una copertina, ovvio!).
 
Nel 1998, poi, mi è capitato di leggere un libro davvero singolare e che mi risulta essere ancora in commercio: Maigret e il caso Simenon di Maurizio Testa (ed. Robin). L’autore, appassionato ed esperto di letteratura gialla, racconta una immaginaria inchiesta sulla vita curiosa e straordinaria di Georges Simenon affidata proprio alla sua famosa creatura, il commissario Maigret.

Testa maigret e il caso simenon Simenon ritratto da Regine Renchon Il giovane Simenon ritratto dalla prima moglie Régine ' Tigy'  Renchon

Il libro è sorprendente perchè l’autore imita, con grande abilità, lo stile di Simenon nelle inchieste del commissario Maigret con risultati davvero interessanti. Due recenti bei post di Gabriella Alù dedicati a Simenon  (Memorie intime è un libro che presto dovrò senza dubbio leggere), mi hanno ricordato questo piccolo capolavoro di Maurizio Testa che ho ripescato e riletto con grandissimo piacere. Veramente un libro geniale di un appassionato che gli appassionati di Simenon non dovrebbero farsi sfuggire.
 
Ho poi affiancato questa mia rilettura di Maigret e il caso Simenon con la lettura di un libricino da tempo suo vicino di scaffale, acquistato qualche anno orsono e poi ingiustamente dimenticato: Caro maestro, Caro Simenon, la corrispondenza tra André Gide e Georges Simenon avvenuta tra gli anni 1938 e 1950 (ed. Archinto).
 
Questa corrispondenza andrebbe acquistata solo per leggere la bellissima lunga lettera che Simenon scrive a Gide il 15 gennaio 1939 da Nieul-sur-Mer, una dolorosa confessione di consapevolezza, di tormento, di paura della propria arte, delle proprie ossessioni e del desiderio di vivere tutte le vite possibili.
 
gide simenonUna testimonianza veramente particolare, in cui Simenon sembra confessarsi senza doppiezze e senza remore o reticenze al venerato maestro Gide. Gli racconta dell’atto creativo dei suoi libri, che lo costringono addirittura a vomitare tanto lo stomaco è contratto, del suo lasciarsi cadere in trance durante la gestazione  della scrittura, del suo permanere in “uno stato di grazia” per restarci durante tutta la creazione del libro “una specie di abbrutimento volontario, integrale” lo definisce Simenon.
 
“Una volta iniziato il romanzo, seguo il personaggio. Vivo la sua vita. Lavoro due ore al giorno. Vomito ancora come al mio esordio, quando scrivevo M. Gustave. Poi resto come intontito e svuotato. Dormo. Mangio. Aspetto il momento di immergermi di nuovo”. (pag. 50 e 51)
 
Durante la corrispondenza, Gide scrive a Simenon e commenta i suoi libri che legge e leggerà con passione ed attenzione durante anni, tanto da rivelare a Simenon di volerci scrivere un saggio, un articolo sulla sua opera. In una lettera del 31 dicembre 1938 Gide scrive:
 
“Ma quel che vorrei sottolineare, in modo molto netto, nel mio articolo, è il curioso malinteso che è sorto nei Suoi riguardi: Lei passa per un autore popolare, mentre non si rivolge affatto al grande pubblico. Gli stessi temi dei Suoi libri, i sottili problemi psicologici che Lei mette in rilievo, tutto è rivolto a lettori raffinati…”
 
Ma il saggio di Gide, sempre rinviato, non vedrà mai la luce. A noi restano queste lettere dove misteriosamente Simenon decide di lasciarsi investire dalla fiducia verso il Gide e dalla febbre della confessione, gettando una sguardo nelle profondità delle sue paure e della sua intelligenza:
 
“L’intelligenza mi fa, mi ha sempre fatto, terribilmente paura. A volte penso che gli dèi l’abbiano data agli uomini per vendicarsi”.
 

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Copertina del terzo volume della prima edizione del 1954 de Le avventure di Maigret – Biblioteca Economia Mondadori
 

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Serie Le inchieste del commissario Maigret, Edizione Mondadori del 1968 

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Serie Oscar Gialli Mondadori del 1988
 

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Serie I libri dell'Unità del 1993
 

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Las novelas de Maigret, ed Planeta-De Agostini uscita in Spagna nel 1988

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Serie El Observador, Collecòn Gigante, 1991

 

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