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Il tempo e l’educazione secondo Sylvestre Bonnard

Le crime de Sylvestre Bonnard
“Credo che l’uomo non sia padrone del tempo, che è la vita stessa, se non quando lo divide in ore, in minuti e in secondi, ossia in particelle proporzionate alla brevità dell’esistenza umana". (pag. 138)
 
“Il tempo che Dio concede a ciascuno di noi è come un tessuto prezioso che ricamiamo come meglio possiamo”. (pag. 139)
 
“Non siamo su questa terra per divertirci e fare tutto tutto quello che ci passa per il capo”.
“Siamo su questa terra” risposi vivacemente “per godere del bello e del bene e per fare tutto quanto ci passa per il capo, se si tratta di idee nobili, spirituali e generose. Un’educazione che non sviluppa la volontà è un’educazione che deprava le anime. L’educatore deve insegnare a volere”. (pag. 276)
 
“Non si impara divertendosi”.
“Si apprende solo divertendosi”, ribattei. “L’arte di insegnare non è altro che l’arte di stimolare la curiosità dei giovani per poi soddisfarla,  e la curiosità è viva e sana solo negli spiriti felici. Le conoscenze che si introducono forzatamente nelle loro intelligenze le soffocano e le ottundono. Per digerire il sapere bisogna averlo ingerito con appetito”. (pag. 277)

Da: Il delitto dell’accademico Sylvestre Bonnard di Anatole France – ed. Mini Biblioteca Peruzzo

Una fatina nel sogno di Sylvestre Bonnard

Sylvestre BonnardSapere non serve a nulla, immaginare è tutto. Non esiste nulla al di fuori di ciò che si immagina; io sono immaginaria. Penso che questo significhi esistere! Mi si sogna e io appaio! Tutto non è altro che sogno e, dato che nessuno sogna di voi, Sylvestre Bonnard, siete voi che non esistete. Io incanto il mondo, io sono ovunque, su un raggio di luna, nel fremito di una fonte nascosta, nel fogliame frusciante che canta, nei bianchi vapori che ogni mattino si levano dalle depressioni delle praterie, in mezzo alle brughiere rosate, ovunque!… Basta vedermi per amarmi. Si sospira, si freme sulla traccia leggera dei miei passi che fanno cantare le foglie morte. Faccio sorridere i bambini, infondo spirito alle nutrici più ottuse; china sulle culle, diverto, consolo e assopisco; e voi dubitate che io esista! Sylvestre Bonnard, i vostri caldi panni ricoprono la pelle di un asino.
 
Da: Il delitto dell’accademico Sylvestre Bonnard di Anatole France – ed. Mini Biblioteca Peruzzo  – pag. 160-161

Quanti libri!

Anatole France  ritratto da A. Langdon Coburn
 “Quanti libri!” esclamò. “E li avete letti tutti signor Bonnard?”.
 
“Purtroppo sì”, risposi “ed è per questo che non so nulla; poiché non ve ne è uno che non ne smentisca un altro, cosicché, quando li si conoscono tutti, non si sa più cosa pensare. Ecco a che punto sono, signorina”.
 
Al che, lei chiamò Jeanne per comunicarle le sue impressioni.
 
Ma Jeanne guardava dalla finestra:
 
“Come è bello!” ci disse. “Mi piace veder scorrere il fiume. Fa pensare a tante cose!”.
 
 
 
Da: Il delitto dell’accademico Sylvestre Bonnard di Anatole France – ed. Mini Biblioteca Peruzzo – pag. 294

Sylvestre Bonnard

La Giornata mondiale del libro con Sylvestre Bonnard

Il topo di biblioteca di Carl Spitzweg

Il topo di biblioteca di Carl Spitzweg

Per la Giornata mondiale del libro offro ai miei lettori due brevi citazioni da Il delitto dell’accademico Sylvestre Bonnard di Anatole France (ed. Mini biblioteca Peruzzo), un piccolissimo livre de poche di piacevolissima lettura che mi accompagna da qualche giorno in metró.
 
“Ciascuno costruisce a suo modo il sogno della propria vita. Io ho ambientato questo sogno nella mia biblioteca e, quando verrà la mia ora di lasciare questa vita, voglia Iddio prendermi sulla mia scaletta, davanti ai miei ripiani carichi di libri!”
 
Ma il filologo e bibliofilo Sylvestre Bonnard ci dice anche che:
 
“Indubbiamente dai libri si apprende qualcosa, ma si impara di più vedendo il mondo”
 Sylvestre Bonnard